Finanza
Incontro tra sindaco e associazioni, il Comune chiede due ulteriori garanzie per dire sì
Rebeldìa, forse è la volta buona
Gianluca Campanella
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Striscioni di Rebeldìa davanti ai cancelli di via Pisano Risposta entro il 20, ma l'assegnazione diretta sembra possibile
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PISA. Dopo quasi due ore e mezza, in tarda serata finisce l'incontro tra amministrazione e Rebeldìa. Il sindaco Marco Filippeschi va via veloce: «Ci rivediamo entro il 20 gennaio e diamo un risposta definitiva». I ragazzi restano in piazza: «L'assegnazione diretta è praticabile». In questi due commenti c'è (quasi) la fine della lunghissima storia sulla sede del cartello di oltre trenta sigle. Alla riunione di ieri i rappresentanti del "Laboratorio delle disobbedienze" hanno presentato una memoria giuridica per dimostrare che l'assegnazione dello spazio in via Andrea Pisano è possibile. Sono state sviscerate perfino le virgole e restano due incertezze prima del responso finale: una sul regolamento patrimoniale del Comune e l'altra su una sentenza del Consiglio di Stato (sez. V, 25 febbraio, n. 1128). Il Comune vuole essere sicuro che una decisione in tal senso sia inattaccabile e che non piovano ricorsi. La questione ruota tutta intorno al concetto di gara «andata deserta per mancanza di offerte congrue»: in tal caso la sentenza autorizza a «procedere a trattativa privata per l'affidamento». Il Comune aveva bandito il 23 marzo 2011 una procedura per manifestazione d'interesse sull'area di via Pisano da destinare a funzione sociale. Si erano presentati in tre (Rebeldìa no) e nessuno era stato giudicato idoneo. La memoria giuridica preparata da un gruppo di avvocati amministrativisti in quattro diversi punti garantisce che «nessuna censura di leggitimità o di merito potrà mai essere mossa all'amministrazione» se questa prima ha «esperito» tutte le procedure previste. Ora è al lavoro lo staff del Comune per vedere se si arriva alla stessa conclusione. In queste due settimane Rebeldìa lavorerà sul piano tecnico per produrre la documentazione richiesta e su quello politico per proseguire la "pressione" su opinione pubblica e amministrazione. Infatti, la battuta che circolava ieri sera in piazza XX Settembre, al termine del summit era: «Ormai hanno firmato anche i Nobel per noi». Si riferisce all'appello che l'intellighenzia locale ha diffuso per sostenere la causa della casa di associazioni: tra le firme compare anche il fisico Guido Tonelli, a capo del progetto che al Cern di Ginevra ha quasi individuato la cosiddetta "particella di Dio", il bosone di Higgs. Gufate a parte, ciò gli varrebbe il massimo riconoscimento scientifico. Inoltre, l'intenzione dei ragazzi è cercare di far capire «alla città che noi siamo gli unici in grado di poter entrare subito in via Pisano e metterci a lavoro per riqualificarla». Questo passaggio necessita di due spiegazioni: l'area candidata a diventare sede è da tempo abbandonata e degradata; Rebeldìa si impegnerebbe a ripulirla a spese proprie, scomputando la cifra dall'affitto dovuto (11mila euro annui). L'altro passaggio è una diversa interpretazione sui tempi: ieri, oltre a Filippeschi, c'erano il Capo di gabinetto Maurizio Gazzarri, l'assessore al sociale Maria Paola Ciccone e il dirigente dell'ufficio politiche giovanili, Roberto Marchi. Ebbene, i rappresentanti dell'amministrazione preferirebbero risolvere la questione dopo il mese di luglio, perché l'immobile vicino al Palasport attualmemte è usato come palestra da alcune squadre del Gioco del Ponte.
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