La manifestazione
La parrucchiera d'élite sfida i cinesi
Renata Viola
Tra poche settimane, con pochissime trasformazioni strutturali e con un grande coraggio, il salone di élite cambia pelle e diventa un negozio low cost
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Se low cost dev’essere, allora che sia italiano. Per battere i cinesi. Antonella Scorcucchi, parrucchiera da quarant’anni, ci ha pensato un po’ e poi ha accettato la sfida, pronta a rivoluzionare la sua attività e a sfidare la concorrenza dei cinesi sul loro campo: quello del prezzo basso. Aprirà a fine gennaio: è il primo parrucchiere low cost a Pisa, la risposta alla catena di parrucchieri cinesi che in cinque mesi ha già avviato due esercizi in città, in zone ad alta densità abitativa.
Una concorrenza inaspettata, almeno in questo settore e nel contesto pisano. Una nuova manualità che lancia la sfida a 360 gradi: dal prezzo stracciato dei tagli (dodici euro...) e dei colori all’orario di apertura dell’esercizio, dal numero dei dipendenti ai giorni di riposo settimanali, ridottissimi. Impossibile assistere al declino della mia professionalità dopo quarant’anni di servizio, deve aver pensato Antonella Scorcucchi, 56 anni, titolare di un noto centro per la salute del capello al Duomo. Nel suo negozio di sessanta metri quadri, aperto quattro anni fa, ha sempre privilegiato la personalizzazione dei trattamenti; un servizio di eccellenza, e ovviamente non sempre economico.
Tra poche settimane, con pochissime trasformazioni strutturali e con un grande coraggio, il salone di élite cambia pelle e diventa un negozio low cost, con la possibilità di acquisire due apprendiste, oltre alle due attuali dipendenti. In pratica lo stesso esercizio con una nuova filosofia, per catturare fasce più ampie di mercato e con un occhio più attento ai numeri, alla quantità. E tagliarsi i capelli costerà quanto dai cinesi: dodici euro. Ma dove avverrà l’abbattimento dei prezzi? E i prodotti impiegati saranno gli stessi utilizzati in passato? «Gli stessi - assicura Antonella - con la stessa professionalità». L’obiettivo è di catturare più giovani, e più anziani, fasce non assidue». Un coraggioso e ponderato cambiamento di “target”, come direbbero gli esperti di marketing. E anche un legittimo braccio di ferro con i nuovi concorrenti con gli occhi a mandorla.
Una concorrenza inaspettata, almeno in questo settore e nel contesto pisano. Una nuova manualità che lancia la sfida a 360 gradi: dal prezzo stracciato dei tagli (dodici euro...) e dei colori all’orario di apertura dell’esercizio, dal numero dei dipendenti ai giorni di riposo settimanali, ridottissimi. Impossibile assistere al declino della mia professionalità dopo quarant’anni di servizio, deve aver pensato Antonella Scorcucchi, 56 anni, titolare di un noto centro per la salute del capello al Duomo. Nel suo negozio di sessanta metri quadri, aperto quattro anni fa, ha sempre privilegiato la personalizzazione dei trattamenti; un servizio di eccellenza, e ovviamente non sempre economico.
Tra poche settimane, con pochissime trasformazioni strutturali e con un grande coraggio, il salone di élite cambia pelle e diventa un negozio low cost, con la possibilità di acquisire due apprendiste, oltre alle due attuali dipendenti. In pratica lo stesso esercizio con una nuova filosofia, per catturare fasce più ampie di mercato e con un occhio più attento ai numeri, alla quantità. E tagliarsi i capelli costerà quanto dai cinesi: dodici euro. Ma dove avverrà l’abbattimento dei prezzi? E i prodotti impiegati saranno gli stessi utilizzati in passato? «Gli stessi - assicura Antonella - con la stessa professionalità». L’obiettivo è di catturare più giovani, e più anziani, fasce non assidue». Un coraggioso e ponderato cambiamento di “target”, come direbbero gli esperti di marketing. E anche un legittimo braccio di ferro con i nuovi concorrenti con gli occhi a mandorla.
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