Il dolore
LINTERVENTO
IL SINDACO REPLICA AGLI ARCHITETTI «STADIO, INIZIATIVA TRASPARENTE»
Marco Filippeschi
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Dispiace che tre seri professionisti diano ad intendere che non abbiano capito bene l'iniziativa del Comune per riaccendere l'attenzione sull'obiettivo della realizzazione di un nuovo stadio. Cerco di spiegare quello che i più hanno capito e, credo di poterlo dire, apprezzato della nostra iniziativa. 1. Ho chiamato io l'architetto Gino Zavanella perché è un autorevolissimo esperto in fatto di grandi impianti sportivi, oltre ad essere un riconosciuto uomo di calcio. L'ho sollecitato per capire le condizioni del mercato, le possibilità concrete dell'operazione, secondo la sua sensibilità, e l'esistenza d'investitori che possano essere interessati ad un investimento di grande dimensione, almeno per la nostra realtà. 2. In questi mesi io e l'assessore all'urbanistica, Fabrizio Cerri, abbiamo ben accolto operatori e progettisti che, a diverso titolo, hanno voluto sapere. Abbiamo messo a disposizione le nostre informazioni com'era nostro dovere fare: in particolare quelle riguardanti i contenuti della variante approvata non per caso in questo mandato amministrativo. Naturalmente accoglieremo ancora chiunque venga in Comune essendo interessato. 3. L'architetto Zavanella ha chiesto di conoscere il presidente Carlo Battini per valutare la volontà e le aspettative della società e noi ci siamo prestati volentieri a creare il contatto. 4. Come tutti sanno, la proprietà delle aree in Ospedaletto già normate dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto è privata e dunque sarà necessario a qualunque operatore interessato averne la disponibilità per procedere. E per rendere concreta questa indispensabile premessa il Comune non ha nessuna competenza. 5. Il Comune, se l'operazione chiamerà in causa la trasformazione del vecchio impianto, che è di sua proprietà, seguirà i procedimenti d'evidenza pubblica previsti dalle leggi e perseguirà la garanzia della qualità progettuale delle nuove realizzazioni. 6. Il Comune ha raccomandato a tutti gli interessati di considerare essenziale il rapporto con la società Ac Pisa 1909, perché solo l'utilizzazione dello stadio da parte della principale società calcistica motiva e giustifica una trasformazione urbanistica così rilevante e per la reciprocità degli interessi in questione. 7. Voglio ringraziare l'architetto Zavanella dell'attenzione che ha dato alla città e dire che non mi è certo dispiaciuto che col suo autorevole contributo il "progetto stadio" abbia ripreso quota e visibilità: questo è un bene per Pisa, in un momento di grande crisi economica e di depressione del mercato immobiliare. Voglio rassicurare che continueremo a fare come abbiamo fatto, con buona volontà, trasparenza e senza indulgere a provincialismi. Pisa cresce, in controtendenza e controcorrente, perché sa guardare lontano. Questa è la sfida ineludibile che vale per tutti: per l'amministrazione del Comune come per gli operatori economici e i professionisti locali, chiamati quando c'è l'occasione a misurarsi su scenari ampi. In questo senso l'esperienza degli ultimi anni conforta per i risultati che potremo raggiungere.
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