La manifestazione
I posteggiatori abusivi diventano un caso «Ma sono anche utili»
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Un ambulante extracomunitario chiede soldi a una signora al parcheggio2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Lorenzo Nardulli, toscano residente a Londra, scrive al "Corriere della Sera": in vacanza a Pisa con amici stranieri, ho provato «vergogna per il degrado della città e per il "pizzo" da pagare ai parcheggiatori abusivi». Il giornalista Beppe Severgnini pubblica lo sfogo sulla rubrica "Italians" e viene giù il mondo: ieri sera c'erano 22 commenti; quasi tutti attaccano i senegalesi che stazionano vicino ai parcheggi e i vigili urbani che non muovono un dito. Il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, ridimensiona gli episodi e invita a guardare tutti i punti di vista: «Non voglio incentivare la presenza di quanti "fungono" da parcheggiatori, ma dove c'è la loro sorveglianza non sono mai stati rilevati i furti che si verificano nelle aree non vigilate». Tuttavia si tratta di clandestini e, «compatibilmente con le risorse umane, combattiamo il fenomeno». A leggere il blog di Severgnini si trova di tutto, perfino un'invettiva contro il «buonismo dei "catto social-comunisti", Dio li perdoni!»; e il confronto con la «cattolicissima Baviera, dove questi fatti non accadono». Ma l'impressione è che gli italiani all'estero (scrivono anche da New York e Ginevra) abbiano una percezione diversa da quella dei pisani: i primi parlano di «quattro africani che taglieggiano i turisti, spessissimo sotto la protezione mafiosa». Mentre i cittadini descrivono quello che vedono: «Se un automobilista lascia il parcheggio in anticipo sulla scadenza, consegna il bigliettino ai senegalesi che lo "rivendono" al prossimo che arriva. Ciò è ben diverso dagli abusivi che infestano le città del sud». Per capire come stanno le cose, facciamo parlare i numeri. Bortoluzzi riassume i dati dell'anno appena concluso: «Nel 2011 c'è stata una sola denuncia per danneggiamento, senza alcuna prova che sia stato il parcheggiatore senegalese; e due casi accertati di minaccia. All'ospedale di Cisanello e tra gli stalli di piazza Santa Caterina, la petulanza nel chiedere denaro è stata qualcosa in più che un semplice fastidio». Insomma il «fenomeno è rilevante, ma lontano dalla criminalità», dice il comandante. Uno straniero può cedere alla pressione degli stereotipi e sentirsi obbligato a pagare il pizzo, quasi un investimento per evitare di trovare "sorprese" al ritorno. Ma «il 50% degli utenti regala» agli pseudo parcheggiatori il ticket quando va via prima. In realtà, «l'elemento psicologico di debolezza» è stato riscontrato anche nei connazionali, ma in situazioni particolari. Bortoluzzi racconta che nei periodici blitz vicino agli ospedali, è capitato più volte di «trovare nomadi che sfruttano la fragilità di chi va a far visita a parenti malati e che lanciano anatemi se la gente non paga». Nomadi, non africani. Nei blog non si va tanto per il sottile e si denuncia il degrado, a Pisa chiamato «trasando».
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