Il Tirreno

Pisa

Conseguenze: blocco di mutui e assunzioni, indennità degli amministratori tagliata del 30%

Patto di stabilità a gambe per aria

Paolo Panattoni sindaco di San Giuliano e a sinistra il vice Juri Sbrana
◗
Paolo Panattoni sindaco di San Giuliano e a sinistra il vice Juri Sbrana

Il sindaco di San Giuliano: non rimanderemo i pagamenti

3 MINUTI DI LETTURA





 SAN GIULIANO. Una mossa controcorrente e coraggiosa: l'amministrazione di San Giuliano dice basta al patto di stabilità spezzando una catena che non lasciava più spazio di manovra. Il sindaco Paolo Panattoni ha mostrato di volere guardare negli occhi il suo nemico numero uno decidendo di stare dalla parte di chi vive questo periodo di crisi con difficoltà: le imprese medie e piccole. Soprattutto, imprese che hanno lavorato per il Comune e che il vincolo derivante dal patto di stabilità impediva di poter pagare.  «Nonostante i numerosi tagli portati avanti durante l'anno da parte del governo Berlusconi - spiega Panattoni - abbiamo deciso di mantenere la totalità dei servizi previsti nel 2011 e di non rimandare pagamenti per oltre 3,7 milioni di euro a favore dei fornitori del nostro Comune in un momento drammatico per imprese e lavoratori. Ciò ci ha permesso anche di intercettare finanziamenti regionali ed europei a favore del nostro territorio, a cui avremmo dovuto rinunciare. La nostra decisione si è basata anche sulla recente volontà espressa dal governo di rivedere i meccanismi del patto stesso che di fatto non distingue tra spese correnti ed investimenti».  Ma lo scotto da pagare per il mancato rispetto del patto Giuliano è alto. Le consguenze saranno quattro: riduzione del 3% ai trasferimenti statali, divieto di contrarre mutui, blocco alle assunzioni e riduzione del 30% delle indennità degli amministratori (assessori, consiglieri e sindaco). E gli effetti (almeno questo) decadranno al 31 dicembre 2012.  «Con gli ingenti tagli alla spesa pubblica e gli effetti del decreto "salva Italia" è necessaria una vera e propria rivoluzione nel 2012 - continua Panattoni - che determini un deciso cambiamento di rotta per restare in linea con i profondi e repentini cambiamenti che la crisi economica e finanziaria imporrà agli enti locali. Sia il Comune che la Geste sosterranno profondi cambiamenti. Un riformismo vero sia nelle modalità che nelle quantità di servizi erogati che abbandoni l'inerzia positiva di cui abbiamo fino ad oggi beneficiato. Non sarà facile rinunciare ad alcuni servizi, ma in questa fase storica dovremo sostenere esclusivamente ciò che possiamo economicamente permetterci».  La proposta di bilancio che era approvata dalla giunta comunale nel novembre scorso non prevedeva assunzioni di personale nel prossimo triennio né la previsione di contrarre mutui. E si evidenziava la vendita delle farmacie comunali. «Le pesanti manovre della scorsa estate - continua il sindaco - avevano chiaramente palesato due concetti chiari di fronte a noi e a tutti gli italiani: recessione e decrescita economica. Seppure nessuno li abbia chiaramente palesati, abbiamo preso atto dello scenario difficile che si stava delineando ed abbiamo deciso la vendita, seppure dolorosa, delle farmacie comunali il cui incasso avverrà preferibilmente entro la fine della prossima primavera. Accompagneremo questa misura con altre azioni ordinarie e straordinarie, in un indirizzo di austerità, incidendo - è la conclusione - sulle entrate e sulle spese e ridimensionando e qualificando sempre più la struttura del Comune e di Geste».  In serata, il capogruppo di "Cittadini e Territorio" ha diffuso una nota in cui parla pericolo commissariamento e di assessori che hanno rimesso il loro mandato nelle mani del sindaco compreso il presidente del consiglio. Ma il sindaco smentisce: «La giunta è compatta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web