Sicurezza
I disoccupati fanno boom
◗
Operaio al lavoro in un cantiere edile In un anno quattromila iscritti in più al collocamento
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. È una fine d'anno piena d'incertezze per migliaia di lavoratori. Ma peggio di tutti stanno quelli che il lavoro lo hanno perso e non sanno se e quando ne troveranno un altro. La crisi non si legge soltanto nei numeri, ma anche nei volti e nelle storie di chi, magari con moglie e figli, non sa come arrivare alla fine del mese. A illustrare gli effetti della crisi è Gianluca Federici, 58 anni, dipendente dell'aeroporto Galileo Galilei, segretario generale della Cisl di Pisa. Ha appena inviato un bonifico alla famiglia di Antimo Ciccarelli, l'operaio edile morto dissanguato mentre lavorava in un cantiere a Calambrone: il frutto di (magri) risparmi di alcuni suoi colleghi. Federici non ha buone notizie da dare. Estrae dal cassetto della scrivania un piccolo dossier. E commenta: «Si chiude un anno difficile anche per l'economia pisana». Centri per l'impiego. Da gennaio gli iscritti ai quattro centri per l'impiego della provincia di Pisa sono in aumento. I dati in suo possesso sono gli ultimi disponibili e sono riferiti al 30 settembre del 2011: parlano di una crescita di 3.844 iscritti rispetto al settembre dell'anno precedente. A quella data i disoccupati e gli inoccupati iscritti ai centri per l'impiego erano 42.627, in crescita del 9% rispetto al settembre 2010. Agli sportelli dei centri per l'impiego si sono rivolti più le donne (25.886) che gli uomini (16.741). Però, commenta Federici, queste cifre non dicono tutta la verità su chi non ha lavoro: «Molti ai centri per l'impiego neppure ci vanno, perché non credono che sia l'ufficio più adatto per trovare un impiego. Altri ho l'impressione che lavorino al nero, sfuggendo così a questo osservatorio». Cassa integrazione. Poi Federici tira fuori un'altra cartella. L'Inps - da gennaio a novembre 2011 - ha autorizzato il pagamento di poco meno di 5 milioni di ore di cassa integrazione, tra ordinaria, straordinaria e in deroga. «Quando, a gennaio, avremo i dati aggiornati, ci accorgeremo che le aziende hanno fatto un po' meno ricorso agli ammortizzatori sociali rispetto all'anno scorso, ma molto di più rispetto al 2009, quando le ore di cassa integrazione autorizzate furono 4 milioni e 100mila. Nel 2007 erano state 685mila». Il tessuto produttivo locale è rappresentato, per lo più, da imprese con meno di quindici dipendenti. Molte non se la passano bene. Lo dicono i dati sulla cassa in deroga: da maggio 2009 a novembre 2011, 826 aziende della provincia hanno fatto richiesta. La cassa in deroga è stata chiesta per 4.635 lavoratori: 2.403 uomini e 2.232 donne, specie operai (oltre 3.500) ma anche impiegati (651), quadri ed apprendisti. Quanto all'età media dei dipendenti messi fuori produzione, 338 hanno tra 19 e 25 anni, 996 tra 26 e 34, 563 tra 35 e 44, 1.241 tra 45 e 54, 642 più di 55 anni. Ogni lavoratore di piccole e medie imprese che ha usufruito degli ammortizzatori sociali dal maggio 2009 al novembre 2011 è stato a casa 97 giorni. La manovra. Infine, una riflessione: «La manovra approvata dal governo Monti allontana i tempi della pensione. Noi lavoreremo di più. Quando potranno i nostri figli e nipoti prendere il nostro posto e cominciare a versare i contributi necessari a costruire la loro pensione?».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
