Il Tirreno

Pisa

Interfree diventa a pagamento

Daniela Salvestroni
Il video di un computer su cui appaiono i messaggi di posta elettronica
◗
Il video di un computer su cui appaiono i messaggi di posta elettronica

Il direttore di Cdc Tech: il costo dell'abbonamento sarà irrisorio

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Dal 31 gennaio Interfree, l'azienda di servizi internet nata nel 1999 e che fa capo al Gruppo Cdc spa di Pontedera, diventa a pagamento per cui saranno disattivati i servizi gratuiti di posta elettronica e spazio web di oltre 2.900.000 utenti.  La società ha inviato una comunicazione per annunciare i nuovi servizi «in linea con le attuali esigenze professionali e di sicurezza della clientela che offrono una webmail più evoluta e studiata per gestire flussi importanti di messaggi e-mail, maggiore spazio per la gestione della posta, un pannello di amministrazione dedicato per la configurazione e personalizzazione della propria casella e una gestione della rubrica più professionale».  L'utente Interfree basic dovrà pagare un canone annuo di 10 euro più Iva, mentre per il servizio business sono previsti 40 euro più Iva. Ma anche chi decide di aderire alla nuova proposta commerciale si vedrà disattivato il vecchio servizio di posta elettronica.  Il direttore della divisione Cdc Tech, Luciana Lecci, spiega così i motivi del cambiamento: «Quando è nata Interfree non esisteva l'adsl domestica e gli utenti pagavano per ogni collegamento sulle bollette telefoniche. Interfree allora fu creato (come dice il nome stesso) per dare a tutti la possibilità di accedere alle risorse della rete, come mail e spazio per i propri siti, in modo gratuito. Di questa crociata Interfree è stato uno dei pionieri e centinaia di migliaia di utenti ne hanno usufruito per anni. Oggi lo scenario e la tecnologia sono profondamente mutati per tutti e il modello di business originario non è più compatibile con questo tipo di servizio, che non può più essere erogato gratuitamente. Certo, riempire Interfree di pubblicità potrebbe essere una soluzione, ma la società non ha mai abusato di questo strumento, tanto che su Interfree non si trovano pop-up o altri contenuti invasivi verso gli utenti. Intendiamo continuare su questa linea. Così Interfree ha modificato il proprio approccio, chiedendo un abbonamento assolutamente irrisorio, pari a circa sei caffè, dando in compenso un servizio più professionale che tutela gli utenti non lanciando a ogni collegamento pop-up ineliminabili».  «Chi deciderà di restare in Interfree, e a oggi già in molti hanno aderito (oltre 2mila adesioni in due settimane) - conclude Lecci - potrà usare il web in modalità professionale e avendo molte più possibilità rispetto a quelle che ha conosciuto sinora».  La società invita a salvare sul computer tutti i messaggi di posta elettronica e tutti i file pubblicati nello spazio web collegato all'account, perché dal 31 gennaio prossimo non saranno più raggiungibili. Interfree non ha un numero verde per aiutare gli utenti in questa fase, ma indica la procedura alla pagina http://club.interfree.it/guida-configurazione-client-posta.pdf.  La novità improvvisa ha destato sorpresa e disappunto tra gli utenti. Infatti, nella pagina facebook di Interfree i commenti sono negativi: qualcuno propone alla società di cambiare il nome in "Interpay" dal momento che non è più gratuita e di creare il gruppo di ex utenti di Interfree per avere «la possibilità di contattarsi reciprocamente e - se tra qualche mese la società dovesse vendere le mail degli ex utenti - di intraprendere un'azione legale di gruppo».  Info: assistenza Interfree email staff@interfree.it - telefono 199.241124.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa