Sicurezza
Protestano due degli esclusi dallultima gara e promettono limpugnazione di un eventuale bando
Concorso per taxi, nuovo ricorso al Tar
Candida Virgone
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Taxi in servizio in città (foto archivio) Ancora polemiche sulla concessione delle tre licenze da anni in attesa di assegnatari
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PISA. «Se il Comune procederà davvero nel 2012 con un nuovo concorso per taxi lo impugneremo: non è possibile fare una nuova selezione quando c'è ancora pendente un contenzioso per la vecchia». Protestano due aspiranti tassisti, rimasti fuori dal precedente concorso e che nei giorni scorsi hanno presentato sulla questione un nuovo ricorso al Tar. Sono Antonio De Nisco e Davide Benedettini, da anni in lotta con la burocrazia di palazzo Gambacorti e con una amministrazione che pure, nonostante nel 2006 avesse deciso di dare 75 licenze, ne ha rilasciate finora solo 72, lasciando in un cassetto per un lustro le altre 3, che saranno messe a gara a breve. Per rinfrescare la memoria, il famoso concorso, al centro di mille polemiche e per mesi sulle cronache, è stato oggetto di due inchieste, una penale, che aveva visto indagata una dirigente e che si è chiusa con una archiviazione, ed una civile, conclusa a fine giugno con una clamorosa sentenza del Tar che ha condannato il Palazzo. Dovrà dare ad un maxirisarcimento di trecentomila euro per mancati incassi a due assegnatari esclusi, oggi più saggiamente sistemati. Tornano a protestare due dei tre esclusi, che ora hanno fatto ricorso anche loro. «Si è deciso di fare un nuovo concorso sprecando pubblico danaro - dice De Nisco - perché il Comune sostiene che la graduatoria del vecchio è scaduta. Ma quando è intervenuto il Tar, su ricorso di alcuni esclusi, ha elaborato una diversa graduatoria in cui ad esempio, io occupo una posizione superiore a tanti altri che ora lavorano. Purtroppo il tribunale amministrativo regionale avrebbe dovuto avvertire di questa variazione non solo i ricorrenti, ma tutti gli altri esclusi. Io per l'appunto - continua De Nisco - non sapevo nulla del nuovo elenco, per cui ho presentato ricorso solo ora. Dunque, non essendo ancora finiti tutti i contenziosi relativi al vecchio, non è possibile bandire un nuovo concorso. Sono stati sistemati i ricorrenti che nella graduatoria venivano dopo di me, allore ho chiesto più volte perché non hanno pensato di darmi una delle tre licenze ancora da coprire e che ora mettono a concorso, ma mi hanno detto che non avendo fatto ricorso non potevo averla, anche se la mia domanda risale al momento in cui è stata fatta la gara. Poteva essere un passaggio logico, dettato dal buon senso, invece niente. Il bello è che, avendo 55 anni, non posso più concorrere all'eventuale nuova gara che vogliono bandire, mentre per la prima sono stati tolti in seconda battuta, ritirando il bando che era già uscito, i limiti di età che avrebbero escluso i plurisessantenni che poi hanno vinto. Mi sembra una vicenda gestita senza nessuna giustizia». Bandettini, dal canto suo, che faceva il fabbro ed ha quattro bambini e moglie a carico, chiuse a suo tempo bottega comunque convinto di vincere il concorso, avendo tutti i requisiti necessari. Si piazzò bene, ma restò escluso e citò il Comune per danni chiedendo anche lui un maxirisarcimento. Oggi attende ancora. Proteste varie riguardano anche il fatto che, negli anni, molte licenze siano state concesse a più membri di alcune famiglie e che al servizio collaborino oggi altri familiari che aspirano a partecipare alla nuova gara. E la storia infinita continua.
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