La manifestazione
Sporcano il corso, le vede il sindaco
Giovanni Parlato
◗
La nuova pavimentazione di Corso Italia inaugurata dal presidente Napolitano nella recente visita a Pisa Tre commesse gettano le cicche, Filippeschi si sfoga su Facebook
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il sindaco Marco Filippeschi sta camminando per corso Italia. Sono circa le 8,30 di ieri mattina quando s'imbatte in tre commesse che stanno fumando per strada in attesa che apra il negozio. E proprio mentre passa lui, le commesse gettano il mozzicone per terra. Filippeschi assiste alla scena. Che fare? La scelta è quella di continuare per la strada e andare al suo posto di lavoro in palazzo Gambacorti. Quindi, accende il computer e apre la sua pagina su Facebook su cui scrive: «Una scena vergognosa... ore 8,30, Corso Italia. Davanti ad un noto grande negozio tre addette: due molto giovani, una più matura. Ultima sigaretta, prima di entrare al lavoro. Scoccata l'ora le tre donne gettano all'unisono il loro mozzicone fumante per terra, sul lastricato del Corso, senza curarsi di sporcare uno spazio collettivo e pensando, evidentemente, che poi qualcuno spazzerà. Questa volta mi sono trattenuto dal fare la piazzata (altre volte, per altri casi del genere, l'ho fatta), ma ne scrivo. Come si vede le cattive abitudini non sono solo di chi vive la città "ai margini" o di chi non sa riconoscere le regole di convivenza. C'è un modo egoista di vivere la città di troppi cittadini e utilizzatori che contribuisce molto a sporcare Pisa e che mortifica i nostri sforzi per renderla migliore. Basterebbe poco...». Considerato il fatto che in corso Italia, dopo la nuova pavimentazione terminata a fine estate, non sono stati ancora posizionati i posacenere come era stato annunciato, un cittadino che getta la cicca a terra non può essere sanzionato come invece poteva accadere fino allo scorso mese di marzo. Infatti, l'ordinanza antidegrado del gennaio 2009 è decaduta dopo la sentenza della Corte Costituzionale emessa nel marzo 2011 in quanto l'ordinanza (dopo il via libera voluto dall'allora ministro Maroni che dava la possibilità ai sindaci di intervenire in materia di sicurezza e decoro) non prevede più né la contingibilità né l'urgenza. Le ordinanze emesse allora dai sindaci dovevano avere soltanto la caratteristica della temporaneità. Quindi, gettare a terra la cicca o un pezzo di carta o tutte le migliaia di volantini che i cittadini si ritrovano fra le mani (soprattutto il sabato pomeriggio) non prevede una sanzione. Per recuperare quell'ordinanza antidegrado ci vorrebbe un nuovo regolamento che dovrebbe prima passare sotto l'approvazione del consiglio comunale. Eppure, l'ordinanza venne presentata come un punto fermo che avrebbe combattuto la maleducazione dilagante prevedendo multe da 25 fino a 500 euro. L'ordinanza prevedeva che era vietato «abbandonare al suolo pubblico, su panchine o su altri arredi urbani, rifiuti di qualsiasi tipo e dimensione». Fra i vari punti, era vietato sommninistrare cibo agli animali e i gestori dei locali dovevano provvedere alla completa pulizia degli spazi esterni dei loro locali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
