Il Tirreno

Pisa

Sono 370 i conti correnti dimenticati

Lucia Maffei
Sportello bancario
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Sportello bancario

Anche l'arcivescovo Benotto tra i titolari "distratti". Come fare per incassarli

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 PISA. C'è anche l'arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, nella lista dei circa 370 titolari (tra Pisa e Vicopisano) di conti correnti cosiddetti "dormienti", cioè inattivi da oltre dieci anni. Un vero e proprio "tesoretto" dimenticato, un autentico salvagente che spesso molti non sanno neppure di avere. E che ora rischiano di perdere.  La scoperta (o in questo caso la "ri-scoperta") di un bonus inaspettato, che sia modesto, decoroso o a molti zeri, costituirà probabilmente per tante persone una manna dal cielo. Una breve ricerca sul sito della Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) mostra che sono 350 le famiglie pisane che potrebbero "risvegliare" quei gruzzoletti che sono ancora in banca ma in stand-by da almeno dieci anni. La stessa possibilità hanno altre 20 famiglie di Vicopisano. Il tesoro proviene dai cosiddetti "conti dormienti", ovvero dai depositi come libretti al risparmio bancari, conti correnti, contratti di assicurazione o cassette di sicurezza, assegni circolari mai rimborsati, strumenti finanziari, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute.  Somme superiori a 100 euro che risultano ferme, immobili, mai movimentate appunto da dieci anni. Gli intestatari di tali "tesoretti" in pratica non hanno più richiesto neppure un semplice estratto conto. A volte succede che questi soldi vengano dimenticati da clienti distratti, ma spesso capita che i "conti dormienti" appartengano a persone decedute e i familiari ne vengono a conoscenza dopo anni. Qualora comunque si continuasse così, questi soldi finirebbero per essere riassorbiti dal Tesoro.  Le banche comunicano gli estremi dei depositi e i nominativi degli intestatari di conti dormienti a Consap che gestisce il fondo in questione. La lista è pubblicata sul sito, con tanto di nomi, cognomi, date di nascita e nome dell'intermediario finanziario.  Ogni anno il numero di conti che entrano in dormienza si aggira intorno al milione, per un ammontare totale che oscilla tra gli 800 milioni e un miliardo di euro. Ma è dal 2006, attraverso un emendamento specifico inserito nella Finanziaria, che le banche, le compagnie di assicurazione e le Poste sono tenute a censire i depositi congelati e a comunicarlo a Consap. Dal 2010 però recuperare i soldi presenti sui conti dimenticati è diventato più semplice. Se prima infatti per sbloccare i conti era necessario compiere un'operazione entro 180 giorni dalla comunicazione della banca - almeno se non si voleva perdere le somme - dall'anno scorso per risvegliare i depositi basta inviare un modulo di richiesta, scaricabile sul sito web www.consap.it, all'indirizzo Consap spa, rif. Rapporti dormienti, via Yser 14, 00198 Roma, o tramite email all'indirizzo di posta elettronica rapportidormienticonsap.it. Per informazioni è attivo un call center (85796444) dalle 9 alle 17. Al modulo devono essere allegati un documento di identità, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare nel caso in cui siano gli eredi a reclamare il conto, copia del libretto di deposito o dell'assegno circolare e l'eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare. Potrebbero passare diversi mesi prima di essere rimborsati delle somme richieste.  In ogni caso non hanno diritto al rimborso i titolari di assegni circolari non riscossi entro i tre anni dall'entrata in dormienza, i beneficiari di importi relativi a contratti di assicurazione una volta trascorsi due anni e quelli di buoni fruttiferi postali non riscossi entro dieci anni.

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