Il Tirreno

Pisa

Intanto, il camion “Iveco”, sparito a San Piero, viene ritrovato a Pisa dove è stato utilizzato per un furto

Si ferma per un caffè e gli rubano il furgone

Pierluigi Ara
Largo Shelley a San Giuliano
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Largo Shelley a San Giuliano

Ma i ladri finiscono la benzina e abbandonano il mezzo lungo la strada

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 SAN GIULIANO. Gli rubano il motofurgone quasi sotto il naso. Lo aveva lasciato con le chiavi inserite nel cruscotto visto e considerato che la sua assenza si sarebbe protratta solo per pochi minuti: appena il tempo di bere un caffé. È successo a Silvio Vichi, abitante a Calci. Il mezzo gli serve per servizi diversi fra cui il trasporto di legname e di materiali edilizi.  Al bar del circolo Arci, in Largo Shelley, a San Giuliano, di fronte all'ingresso delle terme di Pisa, è avvenuta la consumazione e la quasi contemporanea sparizione del motofurgone.  L'amara sorpresa e poi, a poca distanza, il ritrovamento del motofurgone, rimasto senza gasolio nel serbatoio e senza più la legna a bordo. In un primo momento è stato messo in relazione questo furto con l'altro della scorsa settimana, in Vallegraziosa, quando il camion "Iveco", di David Logli, fu rubato di notte davanti casa in via Dante, nella frazione di San Piero. Era carico di sacchi di cemento e malta di cui i malviventi si sono sbarazzati più tardi scaricandoli. Il ritrovamento di questa refurtiva è avvenuto parte a Ospedaletto e parte a Caprona. Proprio il Vichi ne aveva fatto la scoperta segnalando il fatto alle forze dell'ordine. Quando è stato rubato anche il suo motofurgone, a San Giuliano, i due fatti sono stati messi in relazione, invece i due episodi di microcriminalità sono indipendenti l'uno dall'altro.  E ieri è saltato fuori, dopo una settimana, anche il camion del Logli, il quale ci ha riferito: «Il mio camion, che ho cercato per mari e monti, era stato lasciato in una viuzza, in mezzo ad un canneto, a Porta a Piagge, in condizioni disastrose, privo tra l'altro della batteria. Era stato messo in moto unendo i fili sotto il cruscotto. È stata una signora, che abita non lontano, a notarlo e fornire utili indicazioni. Accanto al mezzo, per terra, tre slot machines che costituiscono parte delle "macchinette" trafugate da un locale di via Matteucci, a Pisa. Domando - conclude Logli - se sia giusto vivere in questo clima di insicurezza e paura».

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