Il Tirreno

Pisa

Ne viene colpito chi decide di vendere o dare in affitto un immobile

Un altro balzello sulla casa

Paola Silvi
I classici cartelli “vendesi” e “affittasi” per gli immobili
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I classici cartelli “vendesi” e “affittasi” per gli immobili

Certificazione energetica obbligatoria sugli annunci

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 PISA. Casa dolce casa, ma con qualche certificazione in più. Per chi decide di vendere o affittare una casa o un immobile le, dal 1º gennaio scatta l'obbligo di pubblicazione della certificazione energetica sugli annunci, cartacei o tramite internet.  Tutto questo, tradotto, significa che ogni proprietario che decide di mettere sul mercato un immobile, deve rivolgersi ad un professionista per farsi compilare l'attestato. Con un costo che può oscillare dai 150 ai 400 euro. In realtà, la certificazione era già obbligatoria, ma soltanto al momento dell'atto notarile di compravendita. E a volte, il venditore dichiarava la classificazione più bassa, per cui l'attestazione non serviva.  Dall'anno nuovo invece, è scritto nero su bianco nell'articolo 13 del decreto legislativo 28/2011 che "nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, gli annunci commerciali di vendita riportano l'indice di prestazione energetica contenuto nell'attestato di certificazione". Devono riportare l'Epi, ovvero la classe. «Ad un range di valori numerici - spiega Armando Barsotti, vice presidente provinciale della Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali e coordinatore del Centro studi nazionali sull'argomento - corrisponde una classe energetica. La norma contiene una missione: distinguere un immobile dall'altro. Perché sul mercato un edificio di classe A è giusto che valga più degli altri. L'indice è una discriminante».  E se la filosofia dell'obbligo è condivisibile, è far passare il messaggio ai proprietari il vero nodo da sciogliere. «La legge impone che chiediamo un documento che finora non era necessario. È vero che, in caso di vendita, si tratta solo di anticipare la spesa prevista per il futuro, ma è comunque una novità da digerire».  Allora, per ricapitolare i passaggi, se un signore qualunque volesse mettere in vendita o affittare il suo appartamento, dovrebbe prima farsi rilasciare la certificazione. «Contattando un tecnico - entra nel merito Barsotti - magari un geometra o un esperto che abbia seguito un corso di formazione». Ma occhio ai falsi professionisti. Occhio ai trattamenti super convenienti. «Noi come Fiaip abbiamo stabilito delle convenzioni e dunque delle possibilità di risparmio». Ma può capitare che chi ha un listino prezzi troppo basso, bypassi il sopralluogo nell'appartamento e lavori in maniera superficiale. Invece, il costo dipende dalle caratteristiche dell'immobile. Al momento in Toscana non sono state ancora decise le eventuali sanzioni per chi non rispetta l'obbligo, ma c'è già la certezza che verranno introdotte. Sarà solo questione di tempo. Anche perché in Lombardia e in Emilia Romagna già sono in vigore: dai mille ai cinquemila euro.

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