Il Tirreno

Pisa

Le banche aspettano il piano

Candida Virgone
Ragghianti e la sede della Misericordia
◗
Ragghianti e la sede della Misericordia

Ecco la task-force al lavoro per rilanciare la Misericordia

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Attendono la presentazione del piano di risanamento della Misericordia le banche. È questo il risultato dell'incontro fra gli istituti di credito e il commissario straordinario nominato a presiedere l'arciconfraternita pisana, da due mesi infilata in un tunnel di cui non si vede ancora la luce. Stefano Ragghianti, lucchese, commercialista, è l'uomo chiamato a fare questo miracolo e resta, dopo i primi incontri avvenuti per tastare il polso della situazione, a dieci giorni dalla sua nomina, abbastanza ottimista. «Non puntiamo solo al risanamento - spiega - ma anche e soprattutto allo sviluppo».

Il piano di ristrutturazione che potrà traghettare la società di volontariato fuori dalla tempesta parte dal precedente progetto, quello presentato dallo studio pisano Falorni, per approfondire alcune possibilità, soprattutto sul potenziamento dei servizi, e sarà firmato dal commissario nominato da monsignor Giovanni Paolo Benotto e dalla task-force che in questi giorni sta lavorando al suo fianco.

La squadra del Monti pisano, forse anche per motivi di opportunità, di pisano non ha nulla: è composta da Giancarlo Staderini, direttore della Misericordia di Montecatini, che, per il momento informalmente, ha tappato la falla della direzione, la cui poltrona è riasta vacante da maggio, da quando è andato via Dino Dringoli; e ancora da una personalità dell'ambiente, l'avvocato fiorentino Alberto Corsinovi, presidente della conferenza regionale della confraternita; dal direttore della conferenza regionale, Andrea Del Bianco, fiorentino; per l'amministrazione da Claudia Barsanti, di Lido di Camaiore; per volontariato e attività tipiche da Aldo Intaschi, anche lui proveniente dalla confraternita del Lido.

Ieri mattina Ragghianti ha incontrato anche un'altra fetta di sindacati, a cui è stata esposta chiaramente la situazione perché tutti ne abbiano piena consapevolezza. La parte sindacale ha posto con forza la questione della Cooperativa La Fratellanza, che gravita intorno alle attività della associazione, ma per la quale, settimane fa, con la mancata approvazione dei bilanci da parte dei soci, dopo anni di perdite arrivate a settantamila euro in totale, è scattata la liquidazione coatta.

Una cooperativa che, con la messa a casa di 3 contratti a termine, conta oggi sei dipendenti, mentre sono una sessantina quelli rimasti direttamente nella confraternita. Ragghianti ha promesso che cercherà di fare il possibile, mentre il prossimo pezzo da mettere a questo intricato puzzle è l'appuntamento con i volontari, particolarmente atteso e fissato per domani sera.  Sui conti viene mantenuto ancora il più stretto riserbo.

«Siamo sempre in fase di elaborazione»: spiega il commissario, che non se la sente di sciogliere la prognosi e promette un aggiornamento definitivo a fine gennaio prossimo. Intanto fra banche, sindacati, dipendenti e volontari si danno davvero i numeri. C'è chi parla di 7 milioni di euro, chi di molto di più, una cifra che oscilla fra gli 11 e i 15. Quel che è certo è che il buco esiste e rischia di gettare alle ortiche un'associazione che vanta sette secoli di storia. Sotto accusa comunque sempre più, insieme a investimenti azzardati, svendite e gestioni distratte, soprattutto una grande, disastrosa, conflittualità interna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web