Il Tirreno

Pisa

La spartizione delle ex stazioni

La biglietteria della Cpt e la vecchia stazione del trammino di Marina
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La biglietteria della Cpt e la vecchia stazione del trammino di Marina

Siglato un accordo tra enti pisani e livornesi

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 PISA. E' stato definito l'accordo per il passaggio definitivo delle strutture dell'ex tramvia Pisa-Livorno (il trammino) alle Province e ai Comuni di Pisa e Livorno.  L'intesa, in particolare, definisce e regolarizza i rapporti tra questi enti dopo l'atto transattivo che ha portato alla divisione del complesso immobiliare dell'ex consorzio ferro-tramviario.  Domani, nella sede della Provincia in piazza Vittorio Emanuele II, si terrà una conferenza stampa su questo tema alla quale parteciperanno i due presidenti di Provincia interessati (Andrea Pieroni, Giorgio Kutufà) ed i due sindaci (Marco Filippeschi e Alessandro Cosimi).  Di questo argomento si era parlato all'inizio di novembre, in occasione dell'inaugurazione di largo Uliano Martini lungo via Bixio.  In quella circostanza era stato l'assessore provinciale al patrimonio Nicola Landucci a definire quell'evento inaugurale «un'anticipazione di quello che accadrà tra qualche mese quando Provincia e Comune acquisiranno la proprietà del sedime e delle ex stazioni del trammino per anni affidate alla custodia del Compendio Immobiliare».  L'accordo prevede che al Comune di Pisa passino soprattutto le ex stazioni del trammino, quelle di San Piero a Grado, Marina di Pisa e Tirrenia. Mentre alla Provincia andrà, tra l'altro, la biglietteria Cpt alle spalle del palazzo che ospita la sede dell'amministrazione in piazza Vittorio Emanuele II. Altri immobili sono invece destinati agli enti livornesi.  Nella convocazione della conferenza stampa si legge che «l'intesa apre prospettive di messa a frutto di tale patrimonio a possibili fini diversi, compresi gli impieghi turistici». C'è da dire che le ex stazioni del trammino, nelle mani del Comune, sono in parte residenze oppure ospitano attività.  Per quanto riguarda la biglietteria Cpt, sembrava intenzione della Provincia legarne la destinazione a quelli che dovevano essere i piani immobiliari dopo che era stata abbandonata l'idea della costruzione di una nuova sede a Cisanello. Sulle Province però incombono le scelte del governo Monti, che le indirizza alla chiusura al termine della legislatura.

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