Il Tirreno

Pisa

Bilancio di Natale: tengono bar e pasticcerie, segno meno per abbigliamento e calzature

Alberghi, presenze in calo del 10 per cento

Turisti in piazza dei Miracoli
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Turisti in piazza dei Miracoli

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 PISA. Un Natale da dimenticare, almeno per quanto riguarda le presenze alberghiere a Pisa: -10%.  L'indagine flash di Confcommercio Pisa, presso un campione rappresentativo di alberghi pisani, lascia pochi margini a dubbi e perplessità. La fotografia che restituiscono gli albergatori pisani è tutt'altro che positiva. L'andamento del Natale 2011 risulta decisamente peggiore rispetto a quello dello scorso anno, almeno per il 70% degli intervistati, in una condizione in cui i prezzi sono inferiori e i margini di guadagno ridotti considerevolmente.  Il restante 30% conferma affari e presenze del 2010, mentre in vista del Capodanno aumenta la percentuale di coloro che si aspettano almeno un necessario incremento rispetto al Natale stesso.  Tra le presenze, si registrano soprattutto turisti italiani, mentre solo una esigua parte dei viaggiatori è composta da stranieri.  Le difficoltà di presenza riguardano in maniera non troppo dissimile i grandi alberghi e i piccoli alberghi, a dimostrazione del fatto che la crisi è diffusa e generalizzata.  Bar e pasticcerie. Non sarà un Natale memorabile, ma bar e pasticcerie pisane fanno registrare un andamento solo leggermente inferiore rispetto a quello dello scorso anno. Le attese alla vigilia non erano particolarmente favorevoli, ma alla fine i pisani non hanno rinunciato ai tradizionali dolci natalizi in tavola. Quest'anno meglio il panettone, preferito nel 60% dei casi rispetto al pandoro e conferma dei classici dolci natalizi. Nessuna follìa, ma l'andamento delle vendite conferma il Natale 2010.  Abbigliamento, calzature e accessori. La situazione è difficile, ma non drammatica: -7%. A Pisa i negozi dello shopping natalizio più classico, ovvero abbigliamento, calzature e accessori, non registrano il tracollo annunciato. Chiaro che la crisi incida su questi consumi in maniera determinante e il 90% degli operatori dichiari un peggioramento degli affari rispetto al Natale 2010. Ma viste le aspettative, e soprattutto il crollo dei consumi da settembre a novembre, la situazione risulta meno drammatica del previsto. Il 70% dei commercianti guarda al prossimo inizio dei saldi come a un momento di ripresa positiva delle vendite, mentre un 10% di loro, più pessimista, ritiene che il movimento al ribasso del Natale coinvolgerà in negativo anche la stagione dei saldi.  «La nostra indagine flash - dice Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio - conferma che il Natale 2011 rispecchia profondamente la crisi che l'intero Paese sta vivendo. Eppure non è il caso di drammatizzare troppo. Certo il confronto con lo scorso anno vede perdite quasi ovunque, ma il tracollo sembra essere stato evitato. Senza dubbio a soffrire di più sono stati gli alberghi, costretti a fronteggiare un forte calo di presenze e ridotti margini di guadagno».

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di Redazione web