Sicurezza
Addio ad Alfio Cavallini, storico leader di Federcaccia
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Alfio Cavallini Aveva 84 anni, è morto la mattina di Natale. Il mondo venatorio gli rende omaggio
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PISA. La mattina di Natale è morto Alfio Cavallini, 84 anni, presidente della Federcaccia pisana dal 1965 al 1992, da sempre legato e impegnato come dirigente regionale e consigliere nazionale Federcaccia fino al 2009. «Una figura di grande carisma, intuizioni innovative, indiscusse capacità, stimato dagli uomini delle istituzioni locali e provinciali, dalle associazioni agricole, venatorie, che in tante occasioni hanno avuto l'occasione di confrontarsi con lui». Così lo ricorda Marco Salvadori, attuale presidente della Federcaccia pisana. Cavallini fu nominato presidente Federcaccia nel lontano 1965, la sua preparazione culturale e sindacale, gli permise di raccogliere grandi soddisfazioni nel contesto associativo. «La Federcaccia in quegli anni - ricorda Salvadori - aveva avuto una crisi di consensi. A seguito della liberalizzazione dell'associazionismo venatorio, c'era stato un crollo di iscritti. Alfio, con il suo impegno e con i suoi contatti, riuscì nel corso della sua gestione a recuperare grande adesione lavorando e creando numerose sezioni comunali. Nel 1977, massimo storico, si contavano circa 18.000 iscritti alla sezione provinciale Federcaccia di Pisa, numeri che collocavano la nostra sezione tra le prime sei in Italia per numero di soci». «Sono tanti i progetti e gli impegni che Alfio ha realizzato nei suoi anni di dirigenza - sottolinea ancora Salvadori - voglio solo ricordarne alcuni: la creazione di numerose zone di ripopolamento, un ufficio legale per l'assistenza ai cacciatori, tre sedi decentrate per corsi di preparazione ad aspiranti cacciatori, corsi di preparazione a guardiacaccia volontari creati nelle diverse aree della provincia. Alfio riuscì a raggiungere un accordo con l'amministrazione provinciale per la gestione diretta di Federcaccia, di dieci zone di ripopolamento: l'accordo prevedeva che gran parte del catturato veniva gestito direttamente dalle nostre sezioni per essere immesso sul territorio libero. Voglio ancora ricordare l'istituzione di un centro allevamento di selvaggina a Bacini del Sale (Ponteginori) per la produzione di diverse migliaia di fagiani, concludo citando lo studio preliminare per la predisposizione del primo Piano faunistico provinciale all'indomani dell'approvazione dell'attuale legge regionale». «Credo di poter affermare - conclude il presidente - che l'attuale gruppo dirigente di Federcaccia sia stato individuato e da lui fortemente voluto. Tutti gli siamo riconoscenti, sarà impossibile dimenticare i numerosi impegni associativi, ma anche ricreativi passati insieme con responsabile confronto, amicizia e, in tante occasioni con simpatica spensieratezza. In questo difficile momento vogliamo esprimere, a nome di tutti i federcacciatori pisani, le nostre condoglianze alla moglie, ai figli e a tutti i suoi cari. Con impegno dobbiamo continuare a lavorare per la caccia e per la Federcaccia. Credo che questo sia il modo migliore per ricordarlo».
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