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Bottai: «La multinazionale non ha lasciato niente al caso»

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 PISA. «I vertici della multinazionale svedese non hanno scelto a caso: hanno valutato prima di tutto le potenzialità del comprensorio ed i suoi collegamenti, il livello esistente di urbanizzazione, la contiguità con l'aeroporto e con il centro storico di Pisa, il tutto inserito o attiguo ad un grande parco naturale. Guarda caso sono queste le caratteristiche che hanno fatto del comparto nautico pisano un polo di eccellenza non soltanto in Italia. E' la conferma che quando istituzioni locali e investitori privati decisero in quella direzione videro giusto». E' quanto scrive Stefano Bottai, presidente della Boccadarno Porto di Pisa e della Sviluppo Navicelli, nell'editoriale di "Cosmonautica", la rivista della Boccadarno dedicata all'economia del mare e del territorio, diretta da Giuseppe Meucci.  Nelle pagine della rivista si parla del 2012, definito anno importante per l'intero litorale pisano: si celebreranno infatti i 140 anni di Marina e gli 80 di Tirrenia e Calambrone e sarà completato il bacino del porto di Boccadarno con tutti gli ormeggi, i pontili e le dighe esterne trasformate in passeggiate panoramiche. Di questo parla il sindaco Marco Filippeschi. «Saranno celebrazioni importanti - dice - che devono essere un'occasione non solo per soffermarsi sul passato, ma per guardare con ancora più decisione al futuro. E il porto è il primo e fondamentale passo: i lavori per il bacino di ormeggio procedono celermente ed entro l'estate è previsto che arrivino le prime barche».  Filippeschi annuncia anche che per i progetti di riqualificazione del litorale si seguirà la strada già percorsa per Pisa, cercando di attivare i fondi europei. Per quanto riguarda l'altro tema di grande attualità per il litorale e cioè l'adeguamento della viabilità, Filippeschi dice: «L'obiettivo è arrivare rapidamente a un'intesa con il Parco, in modo da proseguire nell'indispensabile opera di tutela di un territorio di grande pregio e nello stesso tempo non creare contraddizioni rispetto allo sviluppo che abbiamo deciso di attuare, compatibilmente con le esigenze di tutela. Tutto questo, sia chiaro, senza ulteriore consumo del suolo o operazioni di tipo speculativo».

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