Il Tirreno

Pisa

Sel si astiene, alleanza più vicina

Giovanni Parlato
Una seduta in sala Baleari e sotto Scaramuzzino
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Una seduta in sala Baleari e sotto Scaramuzzino

Il consiglio comunale approva il bilancio preventivo 2012

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PISA. Seduta fiume del consiglio comunale per approvare il bilancio preventivo 2012. Ben 66 emendamenti destinati ad allungare i tempi della discussione, ma non la sostanza: ovvero l'approvazione. E con l'importante dato politico dell'astensione dei due consiglieri di Sel.

Nel dibattito in consiglio comunale, si sono delineate posizioni già prevedibili. Hanno votato contro il Pdl, ma anche Fli e Udc. E con loro anche Maurizio Bini di Rifondazione. Bilancio preventivo 2012, invece, su cui tutta la maggioranza ha espresso il suo favore: Pd, Italia dei Valori, Socialisti, la Lista civica per Pisa. La novità sta proprio lì, in quei due voti di Carmelo Scaramuzzino e Sandro Modafferi di Sinistra ecologia e libertà.

Da tempo si parla di prove d'intesa fra la maggioranza e Sel, e lo scenario futuro è proiettato sulle amministrative datate primavera 2013. Da ora a quell'appuntamento, si potrebbe giungere ad una convergenza o le converegenze restare parallele. Nulla è scontato, ma «la nostra astensione è un segno d'attenzione» dicono da Sel.  I consiglieri dell'opposizione che optano per l'astensione tengono a sottolineare che «gli effetti prima della manovra di Berlusconi e poi del decreto Monti non si sono prodotti in incrementi tariffari, a parte l'adeguamento dell'Istat e non ovunque, in aumenti delle tasse, in riduzione dei serivizi. Per questo, ci siamo astenuti».

Tuttavia, una presa di distanza nell'ordine del giorno di Sel c'è ed è ben rimarcata: «A differenza della maggioranza - aggiungono Scaramuzzino e Modafferi - consideriamo la manovra Monti molto iniqua e che incide molto pesantemente sulla comunità locale».  Il motivo dell'astensione di Sel ha anche un altro appiglio dove appendere le ragioni di un voto "non contrario".

«La maggioranza ha accolto una serie di nostri suggerimenti - dicono i due consiglieri -. Poiché si prevede che dovranno essere presi provvediemnti di adeguamento del bilancio dopo la manovra Monti, abbiamo chiesto che la revisione non vada a toccare le fasce basse della cittadinanza, ma quelle alte».  Probabilmente, si guarda già a un innalzamento dell'Irpef anche perché il decreto Monti taglierà oltre un miliardo agli enti locali e l'Anci ha fatto una stima per cui la ricaduta su Pisa dovrebbe essere di tre milioni: soldi che mancheranno a questo bilancio obbligando la giunta e il consiglio a una variazione di bilancio.

Se con la tassa di soggiorno, Filippeschi era stato in grado di continuare senza ulteriori tasse e mantenendo i servizi, lo scenario potrebbe cambiare, anche se un po' di soldi potrebbero arrivare non dall'Imu, ma dall'aumemto dell'Ici sulle seconde e terze case. Vedremo, intanto resta l'aspetto politico dell'astensione di Sel. «Parte un confronto - è la conclusione di Scaramuzzino e Modafferi - che svilupperemo sull'idea del progetto "Pisa migliore". Servirà una verifica se ci siano le condizioni per una maggioranza sul modello della Regione Toscana».

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