Il dolore
Dai pionieri del cielo ai low-cost
Renata Viola
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Piloti della 28ª squadriglia nel 1929. In piedi al centro, il comandante PezziCento anni di volo militare e civile a Pisa nel volume di Paolo Farina
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PISA. Cento anni di volo a Pisa, dal primo pionieristico volo di San Giusto al moderno scalo commerciale del Galilei. Attraversando due eventi bellici, l'interesse della Piaggio per i motori aeronautici e l'evoluzione dei poli di istruzione. "Dalle vele...al volo" è il titolo del libro del giornalista Paolo Farina per celebrare il centenario dell'aviazione a Pisa che si intreccia con un secolo di storia della città.
Sono 250 pagine di eventi, 400 foto storiche, alcune delle quali inedite, dimostrano come l'aviazione, militare prima e civile poi, abbia contribuito in maniera inequivocabile alla crescita del tessuto sociale, economico e culturale di Pisa. «Una realtà - spiega Farina - in parte sottovalutata dagli stessi pisani». Nel giugno del 1911 i fratelli Ugo e Guido Antoni attivano il campo di volo di San Giusto, sede dell'odierno aeroporto militare.
Realizzano un'officina per lavorare sugli aeroplani che costruiscono e aprono una vera e propria scuola di pilotaggio. Nel 1912 un istruttore, Nino Cagliani, compie il primo raid Pisa-Bastia, a bordo di un velivolo giudicato di elevata valenza tecnica. Quando l'Italia entra nella prima guerra mondiale, nel 1915, il campo di San Giusto viene militarizzato e diviene sede di una scuola di volo militare. Servono ancora piloti e così viene aperta una seconda scuola a Coltano e un terzo campo di volo verso San Giuliano.
Nel 1923 viene costituita l'Arma Aeronautica. Pisa diventa sede di reparti di ricognizione aerea, fino al febbraio del '40, in cui nasce il 46º Stormo Bombardamento Terrestre, da cui discende l'attuale Brigata. Lo stormo diventa un'importante base durante la seconda guerra mondiale. L'eco suscitata dall'aviazione a Pisa stimola l'interesse dell'industria: l'officina di San Giusto viene rilevata dalla Piaggio e successivamente viene creato uno stabilimento di costruzioni aeronautiche, la Cmasa, a Marina di Pisa, che costruisce idrovolanti su licenza della Dornier tedesca, alle foci dell'Arno.
I due poli produttivi sono forieri di un settore sempre più qualificato: l'Istituto tecnico industriale apre, nel 1926, un corso in "Costruzioni aeronautiche"; la facoltà di Ingegneria inaugura il corso di Ingegneria aeronautica, l'attuale Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale, costante punto di riferimento per l'odierna industria aerospaziale internazionale. Farina dedica poi ampio spazio all'ascesa dello scalo commerciale pisano, il Galilei.
Dai primi voli del 1948 ospitati dalla Brigata, all'apertura al traffico nel 1966 come Aerostazione Civile, fino a diventare uno dei maggiori scali nazionali, grazie alla "dinamica gestione manageriale". Il volume, edito da Bandecchi e Vivaldi di Pontedera è stato realizzato grazie al contributo della Banca di Cascina ed è stato presentato nella Sala del Palazzo dei Dodici dal suo autore, dal direttore della banca Vincenzo Littara e dal comandante della 46ª, Colagrande.
Sono 250 pagine di eventi, 400 foto storiche, alcune delle quali inedite, dimostrano come l'aviazione, militare prima e civile poi, abbia contribuito in maniera inequivocabile alla crescita del tessuto sociale, economico e culturale di Pisa. «Una realtà - spiega Farina - in parte sottovalutata dagli stessi pisani». Nel giugno del 1911 i fratelli Ugo e Guido Antoni attivano il campo di volo di San Giusto, sede dell'odierno aeroporto militare.
Realizzano un'officina per lavorare sugli aeroplani che costruiscono e aprono una vera e propria scuola di pilotaggio. Nel 1912 un istruttore, Nino Cagliani, compie il primo raid Pisa-Bastia, a bordo di un velivolo giudicato di elevata valenza tecnica. Quando l'Italia entra nella prima guerra mondiale, nel 1915, il campo di San Giusto viene militarizzato e diviene sede di una scuola di volo militare. Servono ancora piloti e così viene aperta una seconda scuola a Coltano e un terzo campo di volo verso San Giuliano.
Nel 1923 viene costituita l'Arma Aeronautica. Pisa diventa sede di reparti di ricognizione aerea, fino al febbraio del '40, in cui nasce il 46º Stormo Bombardamento Terrestre, da cui discende l'attuale Brigata. Lo stormo diventa un'importante base durante la seconda guerra mondiale. L'eco suscitata dall'aviazione a Pisa stimola l'interesse dell'industria: l'officina di San Giusto viene rilevata dalla Piaggio e successivamente viene creato uno stabilimento di costruzioni aeronautiche, la Cmasa, a Marina di Pisa, che costruisce idrovolanti su licenza della Dornier tedesca, alle foci dell'Arno.
I due poli produttivi sono forieri di un settore sempre più qualificato: l'Istituto tecnico industriale apre, nel 1926, un corso in "Costruzioni aeronautiche"; la facoltà di Ingegneria inaugura il corso di Ingegneria aeronautica, l'attuale Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale, costante punto di riferimento per l'odierna industria aerospaziale internazionale. Farina dedica poi ampio spazio all'ascesa dello scalo commerciale pisano, il Galilei.
Dai primi voli del 1948 ospitati dalla Brigata, all'apertura al traffico nel 1966 come Aerostazione Civile, fino a diventare uno dei maggiori scali nazionali, grazie alla "dinamica gestione manageriale". Il volume, edito da Bandecchi e Vivaldi di Pontedera è stato realizzato grazie al contributo della Banca di Cascina ed è stato presentato nella Sala del Palazzo dei Dodici dal suo autore, dal direttore della banca Vincenzo Littara e dal comandante della 46ª, Colagrande.
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