Finanza
Bancarelle chiuse, tutti in Comune
Daniele Benvenuti
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A destra, uno degli striscioni esposti nel salone comunale, piazza dei Miracoli ieri senza le bancarelle e un momento del vivace confronto tra gli ambulanti e il sindacoSerrata e corteo di protesta degli ambulanti di piazza dei Miracoli
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PISA. Hanno chiuso le bancarelle di piazza dei Miracoli e si sono recati a palazzo Gambacorti per incontrare il sindaco durante il consiglio comunale. Oltre cento operatori della piazza hanno così invaso la piccola Sala Regia, sede provvisoria delle riunioni del consiglio visti i lavori nella Sala delle Baleari, per protestare contro il trasferimento a causa dei lavori al museo delle Sinopie. Il corteo improvvisato ha così raggiunto palazzo Gambacorti senza nessun intralcio al traffico. Alla testa alcuni striscioni: "più crisi meno lavoro", "lavoro=diritto", "giunta vergogna". Poi l'ingresso nella piccola Sala Regia. Qui ci sono stati i momenti di maggiore tensione. Il presidente del consiglio, Titina Maccioni, ha infatti chiesto agli ambulanti di non affollare la sala e soprattutto di non ostruire le porte per il regolare svolgimento della seduta. A quel punto il sindaco Filippeschi ha fatto la voce grossa: «Chiedo il rispetto per il consiglio comunale che sta lavorando nell'interesse della città - ha detto con tono alterato - Chiedo il rispetto delle norme di sicurezza che, in questa maniera, non possono essere garantite all'interno dalla sala». Qualche battibecco tra ambulanti e primo cittadino, poi la decisione dell'assessore Giuseppe Forte di uscire dalla sala per incontrare una delegazione di ambulanti. «Non vogliamo parlare con l'assessore - si è alzato a quel punto il coro da parte degli operatori - Vogliamo incontrare il sindaco. Siamo disposti a rimanere qui tutto il giorno». La calma ritorna quando il sindaco Filippeschi, con l'assessore Forte, esce dalla sala per incontrare una delegazione di operatori (presenti anche i due vicedirettori di Confcommercio e Confesercenti, Elisabetta Ficeli e Giulio Garzella). «Al sindaco abbiamo ribadito come un trasferimento in via Pietrasantina - ha commentato alla fine Gianmarco Boni a nome degli operatori - sarebbe la rovina per noi ambulanti. Chiediamo quindi uno spostamento della bancarelle all'interno della piazza, consentendo comunque la presenza del cantiere. No a qualunque soluzione transitoria di spostamento in altro luogo che riteniamo illegittima e pronti a far partire i ricorsi al Tar subito dopo avere ricevuto i primi atti ufficiali». «Da parte nostra - ha spiegato Forte - abbiamo dato la disponibilità a discutere della collocazione definitiva, ma non si può fare lo stesso su una soluzione transitoria, che è anche l'unica possibile: lo spostamento dei 46 banchi al vicino parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, dove ogni anno arrivano oltre 50mila pullman e tre milioni di turisti. Tra l'altro lo spostamento in avanti delle bancarelle nella piazza è già stato bocciato anche dalla Soprintendenza».
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