Il Tirreno

Pisa

A San Rossore oggi cavalli in pista A gennaio non si sa

Francesco Loi
Due immagini dell’ippodromo di San Rossore: a sinistra la zona del tondino; a destra una corsa di galoppo
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Due immagini dell’ippodromo di San Rossore: a sinistra la zona del tondino; a destra una corsa di galoppo

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 PISA. Una giornata di corse oggi. Un'altra, l'ultima del 2011, giovedì 29. E poi? E poi solo un gigantesco punto interrogativo. Che si porta dietra un cumulo di preoccupazioni. La crisi dell'ippica - dopo il preannunciato drastico taglio di fondi - non sembra, al momento, riuscire a vedere la fine del tunnel.  L'assenza di un calendario di corse per il 2012 è un segnale inequivocabile. Per l'ippodromo di San Rossore quello del primo gennaio è un appuntamento tradizionale, storico. Manca appena una decina di giorni, eppure non se ne sa niente. L'Assi, agenzia sviluppo settore ippico (ex Unire), non ha comunicato alcunchè all'Alfea, la società che gestisce l'ippodromo pisano. Un silenzio che non aiuta in questa fase.  Oggi è in programma a San Rossore il penultimo convegno di corse al galoppo con una folla di partenti mai vista: ben 124 cavalli. Una valutazione superficiale potrebbe far pensare ad un segnale di vitalità, se non fosse invece il segno, come fanno notare all'Alfea, che molte scuderie, sentendo odore di sciopero dal 1º gennaio, mettono in campo tutta la truppa per cercare di portare a casa il più possibile.  Martedì c'è stato un incontro a Roma. «La situazione è molto confusa, non ci si muove nè in un senso, nè in un altro», è la principale considerazione che viene fatta. Effettivamente si è parlato di possibili scioperi sin dall'inizio del nuovo anno, proclamati dalle varie componenti del settore, a cominciare dai proprietari dei cavalli.  Per adesso è confermato il forte taglio al contributo statale di circa 170 milioni di euro riservato al comparto ippico. Soprattutto l'ipotesi è sempre quella di un taglio lineare, cioè senza fare differenze tra le gestioni virtuose (come quella di San Rossore) e quelle che invece avanzano in mezzo ai debiti.  Sempre a livello di "si dice", il taglio sarebbe attuato rapidamente, nel giro di tre mesi, per poi giungere alla definizione di un nuovo contratto. Ma il problema dell'insufficienza delle risorse economiche a disposizione resterebbe intatto.  La speranza è che dal governo arrivi in qualche modo una ciambella di salvataggio, un'inversione di rotta almeno parziale dentro un "milleproroghe". Inoltre si conta di avere un po' di tempo per poter mettere a mano a nuovi piani aziendali, pur nella complessità del quadro.  E' bene ricordare che l'Alfea ha 23 dipendenti diretti, che diventano un centinaio nelle giornate di corsa tra servizi vari, parcheggiatori, addetti alle scommesse. E considerando l'indotto - dai veterinari agli artieri - si arriva a toccare il migliaio di operatori e professionisti.  Ma quanto verrebbe in meno nelle casse dell'Alfea? In modo diretto intorno al milione e mezzo di euro. In più, un altro milione sarebbe tolto al montepremi.  Intanto, mentre si cercano soluzioni, piove sul bagnato. Uno dei problemi, forse il principale, è legato al calo delle scommesse. L'on line (calcio, poker, ecc.) è diventato un formidabile fattore di concorrenza, erodendo fette notevoli all'ippica. Gli introiti delle scommesse, veicolati in parte dai Monopoli, sono il vero nutrimento del settore dei cavalli. Meno puntate, meno soldi. Però da aprile ci sarà il via alle scommesse sui cavalli virtuali. Ancora i computer e internet, altro che gli ippodromi. Così i timori crescono.  Si muove comunque la politica. Il consiglio comunale di Pisa ha approvato una mozione urgente con cui impegna sindaco e giunta a svolgere azioni verso il governo, il parlamento e la Regione per rilanciare l'ippica e «promuovere - questo è il punto - attraverso finanziamenti specifici gli ippodromi autori delle migliori performance» con un uso «selettivo delle risorse distribuite». Non i tagli lineari, dunque. Mozione bipartisan in discussione anche al consiglio regionale: in Toscana sono attivi 9 ippodromi con 2.000 addetti.

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