Finanza
Tassametri truccati, clienti truffati
Gianluca Campanella
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Maurizio Bandecchi La Cna ammette: «Ci sono dei furbetti, li seguiremo con auto "civetta"»
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PISA. Inserendo su Google la voce "taxi taroccato" si ottengono più di 38 milioni di risultati: sufficienti per capire che i tassametri truccati non siano solo un problema locale. Ma ultimamente le segnalazioni in città stanno aumentando e i cittadini chiedono come cautelarsi. Diciamo subito che il fenomeno riguarda le classiche poche mele marce; infatti, Maurizio Bandecchi, coordinatore sindacale Fita-Cna, distingue: «Non è giusto colpevolizzare l'intera categoria. Ma se ci sono abusi dei singoli che usano spregevoli trucchi per truffare la gente, è bene i furbi che siano colpiti». Resta da capire come si fa a manomettere un apparecchio, il tassametro, che è tarato da autorità indipendenti e poi sigillato con i piombini. In lettaratura c'è un elenco lunghissimo di "magie" che si affinano man mano che i controlli diventano più stringenti. L'ultima diavoleria elettronica è una scatola che manderebbe delle interferenze per condizionare la misura data dallo strumento. «In certi casi è impossibile accorgersi del trucco», spiega Pino Staffa, presidente nazionale di Baby consumers, un'associazione a difesa dei consumatori: nemmeno le telecamere nascoste sono efficaci. E allora? Ci sono due modi per indagare: il primo è ripercorrere lo stesso tratto su taxi diversi, «con persone diverse per colore, età e nazionalità, e vedere quanto costa ogni volta». Ma è dispendioso e «non alla portata di un'associazione di volontariato come la nostra». L'altro metodo è colpire in modo chirurgico: per esperienza, Staffa giudica le segnalazioni ricevute «in rapporto di uno a dieci rispetto a reali casi che possono dare dubbi». Quanto più precisi si è nell'indicare il numero di licenza o altro che identifichi l'autore del presunto reato, tanto più si può mirare il controllo: «a Pisa, con soli 75 tassisti, può bastare anche il modello di auto», precisa Staffa. E aggiunge: «Per onestà, dico che non tutti si comportano in modo sbagliato». La collaborazione degli utenti (e l'attenzione) è quindi fondamentale; ma Staffa è «disponibile anche a collaborazioni con altre associazioni e con i giornalisti». Ci sarebbe già un partner ideale: Nicola Colombini, della presidenza Fita-Cna, mette a disposizione della polizia municipale un tassametro tarato da installare su una vettura "civetta". Basta seguire in incognito il taxi sospetto e verificare al termine della corsa se tariffa ufficiale e quella pagata differiscono (inutile specificare a vantaggio di chi). Ultimo consiglio di Bandecchi: «Il tariffario è esposto in abitacolo e il passeggero può controllare se è stato applicato un supplemento non dovuto, tipo per bagagli numerosi quando si ha solo un collo».
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