Gioco
Al senato accademico spetta la patata bollente di giudicare il ministero
◗
Una riunione del senato accademico In alto, studenti davanti al rettorato In discussione i rilievi allo statuto voluto dalla Gelmini e gli studenti attaccano: Roma limita la democrazia
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Oggi il senato accademico esaminerà i rilievi che il ministero dell'Università ha mandato sul nuovo statuto: sono 35 osservazioni di legittimità e 20 di merito. In teoria potrebbe respingerle, come prevede la legge; o accoglierle, riscrivendo lo statuto alla luce dei "suggerimenti". Non c'è ancora una posizione ufficiale; ma è probabile che ci si "impunti" solo sugli argomenti più importanti. Il Tirreno due settimane fa ha anticipato la bocciatura più pesante: non va bene che i corsi di medicina e ingegneria siano coordinati da due scuole; «si riformuli la disciplina incardinando presso i dipartimenti» la gestione della didattica. Su questo e su altri argomenti il rettore ascolterà il parere dei senatori: a maggioranza di tre quinti si può respingere un giudizio di legittimità del ministero; per quelli di merito basta la maggioranza assoluta. Di certo, alcuni studenti si preparano a dare battaglia sui temi della rappresentatività democratica: Antonio Di Buono, rappresentante di "Diritti a sinistra", contesta due rilievi ministeriali. Nel primo, da Roma fanno sapere che le componenti di docenti e tecnici amministrativi presenti in cda non devono essere di tipo elettivo. L'altra osservazione definisce «modalità appesantite» i pareri del Consiglio degli studenti che, da statuto, possono chiedere il riesame delle delibere d'ateneo. Di Buono rivendica che i rappresentanti degli studenti hanno «il compito di occuparsi di tutti gli aspetti della vita dell'Ateneo, per garantire un'univervità pubblica e di qualità», fondata sulla partecipazione. Per lo stesso deficit di democrazia che si verrebbe a creare in cda, allarga il discorso anche al primo rilievo: «Siamo fortemente contrari»; ne uscirebbero due organi «molto meno democratici e sempre meno forti». In caso di rilievi respinti, il ministero può ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa contro l'atto, per i soli vizi di legittimità. Dopo esser state costrette a riscrivere gli statuti dalla legge Gelmini, molte università italiane stanno decidendo di ignorare in parte i giudizi provenienti dal ministero. Nel 2012 vedremo la reazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
