Il Tirreno

Pisa

C'è il caro benzina ma risparmiare è sempre possibile

Antonio Scuglia   Gianluca Campanella
Il distributore no logo in Sant’Ermete è il meno caro fra quelli esaminati
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Il distributore no logo in Sant’Ermete è il meno caro fra quelli esaminati

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PISA. Ma una trattativa di pace con l'Abissinia non riusciamo ad impostarla? Ci crediate o no, una delle tante voci corrispondenti ad altrettanti balzelli sul prezzo della benzina (ora più che mai l'oro nero) riguarda il costo della guerra del 1935. Una voce mai eliminata, così come le altre che trovate nella tabella in basso, elaborata sui dati dell'Aduc.  I prezzi del carburante, come sapete, sono aumentati ancora. Ai benzinai restano pochi spiccioli; allo Stato, agli sceicchi e ai petrolieri, tanti.

Ieri abbiamo rifatto il giro telefonico dei distributori pisani indicati ai primi posti nei rilevamenti di www.prezzi benzina.it per mettere a raffronto alcuni dei più convenienti: nelle tre tabelle qui a fianco ne trovate diversi, anche se non tutti. Altri distributori hanno prezzi un po' diversi ma fanno offerte di vario tipo durante la settimana. Di certo fra i più convenienti - e qui ne trovate molti - e quelli con i prezzi più alti imposti dai produttori, ci sono differenze anche di 25-30 centesimi al litro.

Il decreto di Monti. Il decreto 201 del 6 dicembre cosiddetto "Salva Italia" interviene, ed è la quinta volta quest'anno, sul prezzo dei carburanti con un aumento delle accise (ovvero delle tasse) senza precedenti. L'incremento record di accise ed Iva, entrato in vigore il 7 dicembre, è 9,93 cent al litro per le benzine e a 13,60 cent per il gasolio. 

Questo ennesimo aumento fa sì che i prezzi dei carburanti e il relativo ammontare delle imposte italiani siano di gran lunga i più elevati d'Europa ed in Toscana la situazione peggiorerà ulteriormente dal 1º gennaio 2012, in quanto ci sarà un ulteriore aumento delle accise di 5 centesimi al litro, deciso dalla Regione stessa per fronteggiare l'emergenza alluvione in Lunigiana.

«Incrementi di tale portata - spiega Adriano Rapaioli di Faib Confesercenti - peseranno certamente nelle tasche dei cittadini, i quali non potranno fare a meno di ridurre drasticamente i loro consumi di carburante e di conseguenza avremo ripercussioni pesantissime per il settore della distribuzione carburanti e per la categoria dei gestori vivono dei litri erogati».

Il margine lordo del gestore è di 3,8 centesimi al litro, non aumenta all'aumentare del prezzo del carburante e rappresenta, dopo gli ultimi aumenti, il 2% dell'incasso del gestore.  Per i benzinai suona l'allarme. «Gli aumenti record delle accise - aggiunge Rapaioli - inevitabilmente metteranno definitivamente in crisi i gestori degli impianti che versano già in gravi difficoltà economico finanziarie e produrranno la chiusura di buona parte di essi». 

I numeri pisani. La categoria dei gestori di carburanti nella nostra provincia comprende 208 piccole aziende, per circa 700 posti di lavoro e circa 400 famiglie che il cui bilancio familiare è basato sui volumi di erogato dei loro impianti.  Continua Rapaioli: «Riteniamo ulteriormente negativo per la categoria l'ulteriore rinvio della liberalizzazione del settore, che invece era presente nella prima bozza della manovra».

Con quel provvedimento veniva concessa ai gestori la libertà di approvvigionamento, per il 50% della fornitura, al miglior prezzo sul libero mercato, attraverso l'abolizione del vincolo di esclusiva, che obbliga invece l'80% dei benzinai italiani a rifornirsi presso la compagnia di appartenenza.

Una tale liberalizzazione, analoga a quella avvenuta per i mercati della telefonia e per quelli dell'energia elettrica e del gas, avrebbe consentito l'apertura del mercato della distribuzione carburanti alla concorrenza sottraendolo al monopolio e alla speculazione delle compagnie, e conseguentemente, secondo gli operatori, si sarebbe potuta realizzare una sensibile riduzione dei prezzi alla pompa presso tutti gli impianti della rete. I consumatori avrebbero potuto risparmiare 10-12 centesimi al litro, i gestori avrebbero attenuato le riduzioni dei volumi di erogato e salvato il bilancio della propria azienda. 

Furti e rapine.
Altro problema per la categoria, denunciato dalla Faib è quello della sicurezza del gestore. Poiché i gestori incassano e gestiscono, per conto dello Stato, ingenti somme, si tratta di circa 30 miliardi di euro all'anno, sono soggetti al rischio di aggressioni, sempre più frequenti da parte della microcriminalità. Il 65% dei gestori nel corso della propria attività lavorativa ha subito aggressioni e tentativi di rapina, alcuni anche per più volte.

Nel 2011 tre gestori hanno tragicamente perso la vita durante tentativi di rapina e non dobbiamo pensare che siano situazioni a noi lontane perché abbiamo avuto alcune rapine anche nella nostra provincia (ad esempio una a Cascina e una a Santa Maria a Monte). In molti impianti compare già la scritta «Vietato entrare con il casco» per i motociclisti che vanno a pagare alla cassa. Altrove è già successo, per quanto sembri poco legale, che dei benzinai abbiano imposto il pagamento del self service prima di "caricare" la pompa. Perché qualcuno pensa di fare il furbo: fa benzina al self e... scappa, non sapendo che le telecamere lo inquadrano.

A Navacchio un gestore ha dovuto inseguire un furgone di lavoratori stranieri che avevano "dimenticato" di pagare ed erano fuggiti via a tutta birra.  Per cercare di contrastare questo fenomeno e salvaguardare l'incolumità dei gestori, appare necessario, oltre che promuovere la diffusione di sistemi di videosorveglianza e di pronto intervento delle forze dell'ordine, ridurre l'enorme quantitativo di contante, attraverso l'incremento dell'utilizzo della moneta elettronica.

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