La manifestazione
Banche: insoddisfatte sei imprese su dieci
Luca Daddi
Le aziende pisane lamentano soprattutto l’aumento dei costi di affidamento
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PISA. Non è soddisfatto del rapporto con le banche il 63,9% delle imprese pisane. Il problema più sentito è l’aumento complessivo dei costi legati alle operazioni di affidamento - preoccupazione espressa dal 20,2% delle aziende -, seguito dall’aumento delle garanzie (segnalato dal 15,5% delle imprese), dall’ammontare del credito concesso e dal tasso di interesse applicato (questione sottolineata, in entrambi i casi, dal 9,4% delle aziende).
Sono questi alcuni dei dati che si ricavano dall’Osservatorio sull’accesso al credito in provincia di Pisa, indagine curata dall’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio e dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne. Lo studio fotografa il sistema creditizio e, attraverso un questionario distribuito a un campione di 300 aziende pisane, analizza i rapporti tra banche e imprese. Se il 74% di queste ultime ha dichiarato che il credito concesso quest’anno è rimasto invariato, sono sempre più numerose quelle (14,2%) che hanno visto ridursi il fido rispetto a quelle a cui è stato invece accordato un aumento (11,2%).
Quanto al costo del finanziamento, le imprese pisane non sembrano avere avuto problemi particolari sul fronte delle garanzie (solo il 17,6% delle aziende ha visto peggiorare questo elemento), mentre molto più frequenti sono state le segnalazioni relative all’aumento dei costi e delle commissioni (il 47,6% delle imprese) e per il tasso d’interesse praticato (il 50,2%). Problemi che, secondo l’indagine di Camera di Commercio e Istituto Tagliacarne, sono emersi soprattutto tra le aziende che si rivolgono in prevalenza al mercato locale.
Circa il 70% delle imprese ha giudicato positivo il contributo in conto interessi sui micro-finanziamenti, iniziativa voluta dalla Camera di Commercio. Apprezzata dall’ 87,1% delle aziende l’attività dei Consorzi Fidi. «Pur non segnalando una situazione drammatica - commenta Pierfrancesco Pacini, presidente dell’ente camerale - i dati sul credito mettono in evidenza forti criticità: in particolare l’aumento delle sofferenze, dei costi sostenuti dalle imprese per le operazioni di affidamento e la richiesta di maggiori garanzie da parte degli istituti».
«È preoccupante - prosegue Pacini - anche l’emergere di problemi di razionamento del credito che si sono certamente aggravati dal momento in cui è stata condotta l’indagine». Lo studio dedicato al sistema bancario segnala anche come nell’ultimo decennio, a Pisa e provincia, i depositi abbiano avuto una crescita del 52%, in linea con la media regionale, mentre gli impieghi (+64,2%) hanno mostrato una dinamica decisamente inferiore rispetto a Toscana e Italia.
Sia la dinamica degli impieghi che quella dei depositi evidenziano il ruolo di primo piano giocato dalle famiglie (+53,2% i depositi, +150,9% gli impieghi). I dati sui prestiti erogati alle imprese confermano come il periodo di maggiore difficoltà sia stato affrontato nel 2009: -0,3% rispetto al 2008. Nel 2010, con il riavviarsi dell’attività produttiva, i prestiti sono tornati a salire (+0,7%) grazie soprattutto alle piccole (+1,4%) e alle micro-imprese (+3,5%). Nei primi sei mesi di quest’anno il credito bancario alle imprese è cresciuto a un tasso di poco superiore a quello osservato alla fine del 2010 (+1%). A RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono questi alcuni dei dati che si ricavano dall’Osservatorio sull’accesso al credito in provincia di Pisa, indagine curata dall’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio e dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne. Lo studio fotografa il sistema creditizio e, attraverso un questionario distribuito a un campione di 300 aziende pisane, analizza i rapporti tra banche e imprese. Se il 74% di queste ultime ha dichiarato che il credito concesso quest’anno è rimasto invariato, sono sempre più numerose quelle (14,2%) che hanno visto ridursi il fido rispetto a quelle a cui è stato invece accordato un aumento (11,2%).
Quanto al costo del finanziamento, le imprese pisane non sembrano avere avuto problemi particolari sul fronte delle garanzie (solo il 17,6% delle aziende ha visto peggiorare questo elemento), mentre molto più frequenti sono state le segnalazioni relative all’aumento dei costi e delle commissioni (il 47,6% delle imprese) e per il tasso d’interesse praticato (il 50,2%). Problemi che, secondo l’indagine di Camera di Commercio e Istituto Tagliacarne, sono emersi soprattutto tra le aziende che si rivolgono in prevalenza al mercato locale.
Circa il 70% delle imprese ha giudicato positivo il contributo in conto interessi sui micro-finanziamenti, iniziativa voluta dalla Camera di Commercio. Apprezzata dall’ 87,1% delle aziende l’attività dei Consorzi Fidi. «Pur non segnalando una situazione drammatica - commenta Pierfrancesco Pacini, presidente dell’ente camerale - i dati sul credito mettono in evidenza forti criticità: in particolare l’aumento delle sofferenze, dei costi sostenuti dalle imprese per le operazioni di affidamento e la richiesta di maggiori garanzie da parte degli istituti».
«È preoccupante - prosegue Pacini - anche l’emergere di problemi di razionamento del credito che si sono certamente aggravati dal momento in cui è stata condotta l’indagine». Lo studio dedicato al sistema bancario segnala anche come nell’ultimo decennio, a Pisa e provincia, i depositi abbiano avuto una crescita del 52%, in linea con la media regionale, mentre gli impieghi (+64,2%) hanno mostrato una dinamica decisamente inferiore rispetto a Toscana e Italia.
Sia la dinamica degli impieghi che quella dei depositi evidenziano il ruolo di primo piano giocato dalle famiglie (+53,2% i depositi, +150,9% gli impieghi). I dati sui prestiti erogati alle imprese confermano come il periodo di maggiore difficoltà sia stato affrontato nel 2009: -0,3% rispetto al 2008. Nel 2010, con il riavviarsi dell’attività produttiva, i prestiti sono tornati a salire (+0,7%) grazie soprattutto alle piccole (+1,4%) e alle micro-imprese (+3,5%). Nei primi sei mesi di quest’anno il credito bancario alle imprese è cresciuto a un tasso di poco superiore a quello osservato alla fine del 2010 (+1%). A RIPRODUZIONE RISERVATA
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