Sicurezza
Quando la situazione sarà tornata alla normalità, si potrà fare un bilancio
Spiagge di ghiaia ingoiate dal mare
G.P.
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La furia del mare si è riversata sulla strada del lungomare 2 MINUTI DI LETTURA
MARINA. A guardare dalla strada le spiagge di ghiaia, il panorama è desolante. La distesa di ghiaia dove l'estate la gente si stendeva al sole, non esiste più. In alcuni tratti, la spiaggia si è ridotta a una decina di metri. La furia delle onde ha ammucchiato la ghiaia a ridosso della strada e la risacca ha trasportato in mare tonnellate di ghiaia. Per capire gli effetti della straordinaria mareggiata dovremo aspettare - come suggeriscono gli esperti - che il vento cali del tutto e il mare si calmi. A quel punto, saranno più chiari i danni. E il tratto fra il ristorante Barbarossa e la Roca del Mar (dove si trova uno spiazzo per un parcheggio) è stato invaso dal mare. «Ero qui stanotte (venerdì notte, ndr) per controllare cosa stesse accadendo - afferma Luciano Cinquini, proprietario della Roca de Mar - le onde arrivavano sulla strada e ho contenuto i danni grazie ad una diga che mio padre fece costruire a sue spese nel 1999. Ma fra il mio locale e il Barabarossa, la furia del mare ha scavato sotto. E le spiagge di ghiaia quasi non esistono più». Notte insonne anche per tanti gestori degli stabilimenti balneari di tutto il litorale. «Ho fatto un sopralluogo nel mio stabilimento - dice Sergio Sighieri, responsabile degli stabilimenti balneari della Confesercenti -. Le reti di protezione sulla spiaggia non hanno retto l'urto della mareggiata e del vento e la rena si è accumulta vicino alle cabine. Ci vorranno ore di lavoro per la ruspa al fine di sistemare la spiaggia. Poi, per il resto piccole cose, come qualche pino abbattutto». Il mare si è portato via dieci-quindici metri di arenile «ma questo non credo che sia un grande problema - afferma Sighieri - poiché nel tempo il mare restituisce quanto ha tolto e la linea di costa è destinata a riallinearsi». «Si sono state cabine scoperchiate - conclude Enrico Fontani, responsabile stabilimenti balneari per la Confommercio - e tetti scoperchiati. I danni non credo che ancora siano quantificabili, tuttavia non sono gravi».
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