Il Tirreno

Pisa

Sindaco promosso dal sondaggio Pd «Qui si vive bene»

Gianluca Campanella

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PISA. Il sindaco Marco Filippeschi con una battuta camuffa la soddisfazione e mette a tacere i possibili maliziosi: «È un sondaggio vero. In sei mi hanno chiamato per dirmi che erano stati intervistati e una signora mi ha scritto di prestare "attenzione, perché stanno facendo un sondaggio contro di lei"».  Ma i numeri sono bulgari: a Pisa si vive bene, c'è un'amministrazione che lavora bene e un buon sindaco. Lo dice, appunto, un sondaggio condotto tra il 29 novembre e il 1º dicembre intervistando per telefono un campione casuale di 601 elettori, stratificato per genere, classi d'età e condizione lavorativa. Lo ha commissionato il Pd ad Axis Marketing Research & Technology, che lo ha svolto con la supervisione di GM&M. E ieri sono stati presentati i risultati.  L'amministrazione. La prima domanda rivolta agli intervistati è se a Pisa si vive bene. L'80,6% dei cittadini dice sì, rispetto al 73,1% dell'anno scorso. Stefano Draghi, professore all'Università Statale di Milano e "garante metodologico" del sondaggio spiega che «pochissime città in Italia superano il 75% e che in questo periodo sono quasi tutte in calo». La nostra, quindi è in controtendenza. Alto anche il giudizio complessivo sull'amministrazione, in genere «condizionato dall'orientamento politico»: 60,6% di voti positivi, in crescita del 9,2% sul 2010.  Il sindaco. Al campione di 601 maggiorenni pisani è stato inoltre chiesto di pronunciare nome e cognome del sindaco. Il 78,1% ha indovinato Marco Filippeschi (+7,2% sull'anno scorso). E solo a questi è stata posta l'ulteriore domanda: è un buon sindaco? Draghi svela che «è uno dei metodi più severi per ottenere risposte affidabili»: è inutile, infatti, chiedere un giudizio a chi non conosce nemmeno i dati anagrafici del primo cittadino.  Tra i pisani informati, il 64% promuove il sindaco (+4,9% sul 2010). Draghi nota che il primo dato (la notorietà) e il secondo (l'opinione) formano una "popolarità" di Filippeschi che si colloca in fascia alta: «Il distacco tra positivi e negativi è superiore alla differenza tra elettori di centro-sinistra e centrodestra».  Il lavoro svolto. Venti ambiti su cui dare l'ok o il pollice verso, con una serie di accorgimenti per evitare il "response set", cioè la tendenza a rispondere in modo ripetitivo a una lunga sequenza di domande simili. Ebbene, la media dei voti positivi sulle singole iniziative supera quel 64% preso da Filippeschi nel giudizio complessivo: sempre Draghi certifica che questa «è la prova di risposte date nel merito e non sulla base delle pressioni o passioni».  Sbanca l'insediamento di Ikea, con l'83,9% dei consensi (argomento che l'anno scorso non era all'ordine del giorno). Il risultato peggiore è sull'arredo urbano (38,1%) anche se recupera qualcosa dal 2010. Sopra il 50% dei positivi, ma in calo, sono pulizia della città e promozione turistica. Mentre il trend di crescita più alto è nelle azioni per la sicurezza, contro gli abusivi e sui servizi sociali.

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