Il Tirreno

Pisa

Il professionista ha l’incarico di traghettare la confraternita fuori dalla crisi finanziaria

Misericordia, ecco il commissario

La sede della Misericordia al Cep
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La sede della Misericordia al Cep

Il vescovo ha nominato il commercialista lucchese Ragghianti

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 PISA. È il commercialista lucchese Stefano Ragghianti il commissario della Misericordia di Pisa nominato dall'arcivescovo Benotto e incaricato di traghettare la confraternita fuori dalla grave crisi finanziaria in cui è precipitata. «Ragghianti - spiega una nota dell'arcidiocesi - da anni si occupa per professione e per impegno personale delle problematiche del terzo settore e delle onlus».  «Tale scelta - prosegue la nota - è maturata in un confronto diretto con la conferenza delle Misericordie della Toscana, nella persona del presidente Alberto Corsinovi, tenendo conto delle gravi problematiche che la Misericordia di Pisa sta vivendo in questo momento».  In sostanza, il piano di risanamento sarà concordato insieme alla Confederazione, probabilmente anche per offrire alle banche maggiori garanzie, vista la situazione patrimoniale in cui versa la Misericordia pisana.  Nella gestione, prosegue la nota della curia, «Ragghianti si avvarrà della collaborazione di persone di sua fiducia per assicurare una costante presenza all'interno dell'istituzione ai fini di una migliore organizzazione del lavoro dei dipendenti e una più fattiva valorizzazione dell'apporto dei volontari».  Si inverte dunque la dinamica organizzativa che aveva recentemente preso sempre più piede dentro la Misericordia e che aveva di fatto marginalizzato i volontari, facendo crescere eccessivamente il numero dei dipendenti diretti che ora sono 63 e che, secondo uno studio di commercialisti pisani incaricati dal management oggi dimissionario, avrebbero dovuto essere molti meno.  «La speranza - conclude la nota diocesana - è che questo provvedimento serva a recuperare un clima più sereno che permetta di affrontare con lucidità e determinazione le problematiche che hanno provocato le attuali difficoltà e di superarle. Ciò richiederà la disponibilità generosa di tutti, quale banco di prova dell'attaccamento a una istituzione che ha bisogno di modellarsi sempre più sui valori cristiani di servizio e di carità che sono sempre stati il contenuto più autentico e il motivo portante della sua secolare esistenza».

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