Sicurezza
Industria, nuove nubi all'orizzonte
Luca Daddi
Nel terzo trimestre accelera la produzione (+3,1%), ma l'occupazione cala (-2%)
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PISA. C'è poco da stare allegri. A Pisa e provincia l'industria manifatturiera va meglio che in Toscana e in Italia, ma l'accelerazione registrata nel terzo trimestre dell'anno (+3,1%) rispetto a quello precedente non sembra destinata a durare, essendo frutto di fattori contingenti. Lo dice con chiarezza la Camera di Commercio nell'indagine sulla congiuntura elaborata dall'ufficio studi e statistica con la collaborazione di Unioncamere Toscana. A dare una spinta all'andamento dell'industria di Pisa e provincia, che risulta migliore rispetto all'Italia (-0,7%) e alla Toscana (+2,1%), è «la riattivazione, nel corso dell'estate, di alcune linee produttive nel settore dei metalli non metalliferi». Eppure, se si analizzano gli altri indicatori, «il quadro - scrive Alberto Susini nell'indagine sulla congiuntura - si fa decisamente meno positivo». Il fatturato tendenziale mette a segno un ben più modesto (+1,6%) posizionandosi, tra l'altro, al di sotto della media regionale (+2,7%). Anche l'andamento degli ordinativi, +1,5 punti percentuali nel terzo trimestre, segna una brusca decelerazione rispetto al +4,6% del primo trimestre dell'anno. Insomma, l'incertezza regna sovrana, come prova anche il calo del numero di settori (da 8 a 6) che fanno segnare una variazione positiva della produzione tendenziale. Intanto il lavoro soffre. La riduzione dell'occupazione manifatturiera a carattere industriale in provincia di Pisa (-2% nel terzo trimestre) segna una decisa contrazione che la pone in controtendenza rispetto alla Toscana dove, invece, si nota una crescita di un punto percentuale. Inoltre, secondo la Camera di Commercio, «la riduzione delle ore di cassa integrazione guadagni concesse (-69,8% la componente straordinaria-deroga) non rappresenta necessariamente un segnale positivo: non è detto che la contrazione del numero di ore rappresenti l'automatico riassorbimento dei lavoratori temporaneamente estromessi dal mercato del lavoro». Tra i comparti che registrano una crescita, all'interno del sistema moda, si conferma la fase positiva attraversata dalle calzature (+22% la produzione nel periodo luglio-settembre) e dal tessile-abbigliamento (+13,6%) mentre una pesante battuta d'arresto, dopo quattro trimestri di crescita, interessa le pelli e il cuoio (-6,2%). Tra i settori in sviluppo spiccano la meccanica (che con un +5,4% prosegue la sua fase positiva) ed i metalli che, grazie ad un +0,7%, tornano in terreno positivo. Deciso exploit - sottolinea la Camera di Commercio - si registra per il settore dei minerali non metalliferi (+33,8% la variazione produttiva) e anche l'alimentare, con un +10,1%, segna una decisa accelerazione rispetto al trimestre precedente. Arretrano invece, anche in modo rilevante, l'elettronica (-17,2%) e la chimica-farmaceutica-gomma-plastica (-12%). Infine, preoccupano due settori che hanno un grande impatto sull'economia locale: mezzi di trasporto (-1,6%) e legno-mobili (-1,3%), «neppure in questa fase che rimane comunque di crescita, sono usciti dalla fase recessiva».
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