Sicurezza
Lo stupefacente immesso sul mercato avrebbe fruttato oltre centomila euro
Aveva ingoiato un chilo di coca: in carcere
C.V.
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Controlli in aeroporto In manette un corriere della droga bloccato dalla guardia di finanza in aeroporto
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PISA. Ha volato con addosso un chilo e 125 grammi di cocaina purissima, contenuta in 98 ovuli che aveva ingoiato. Accusato di traffico internazionale di droga, in carcere è finito un nigeriano di 35 anni residente in Spagna, giunto a Pisa con il volo proveniente da Madrid. L'indagine è stata portata a termine dagli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Pisa, diretti dal capitano Domenico Giovannacci. Nel mirino degli investigatori sono soprattutto alcune coordinate: le tratte seguite dai corrieri, che mirano a confondere le idee e sono spezzate su vari paesi, e l'arrivo di turisti che non hanno prenotazioni alberghiere o addosso il danaro per restare in zona alcmeno per qualche giorno. Il nigeriano, presumibilmente, sarebbe stato contattato al suo arrivo da chi doveva prendere in consegna l'ingente quantitativo di droga, sarebbe stato ospitato in una casa privata il tempo necessario ad «espellere» gli ovuli contenenti la droga, per poi far ritorno a casa. Per trasportare in Italia stupefacenti - il cui valore, per difetto, è stato stimato dai finanzieri intorno ai centomila euro - avrebbe preso un compenso di appena 2.500 euro, cifra davvero bassa per chi in questi viaggi rischia la vita. Anni fa, infatti, un corriere si sentì male, mentre una giovane donna, nel cui stomaco gli ovuli si erano rotti, morì all'ospedale Santa Chiara in preda ad atroci tormenti. Il giovane è stato fermato al suo arrivo a Pisa. Inizialmente è rimasto tranquillo e ha spiegato di non aver nulla da dichiarare: era a Pisa per una breve vacanza da turista. Ma aveva addosso poco danaro, non aveva amici ad attenderlo e non aveva prenotato un hotel. Da qui la decisione dei finanzieri di sottoportolo ad esemi radiografici per vedere se si trattasse di un cosidetto «ingoiatore». E gli esami clinici hanno confermato i dubbi deelle fiamme giallei: si trattava di un corriere. Recuperati gli ovuli e accertato che si trattava di cocaina, per lo straniero sono scattati gli arresti. L'indagine è stata diretta dal pm Antonio Di Bugno. Presumibilmente l'ingente quantitativo di stupefacente, risultato purissimo, proveniva dal Sud America ed era diretto ai mercati comunitari. La cocaina è valutata intorno ai 40mila euro al chilo: il calcolo che è stato fatto prevede l'immissione sul mercato dopo il taglio e l'ipotesi di possibile guadagno.
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