Il Tirreno

Pisa

Targhe e insegne, Sepi batte cassa

Antonio Scuglia
Il palazzo della Sepi
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Il palazzo della Sepi

Ogni tipo di pubblicità verrà censita e dovrà essere autorizzata

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 PISA. Pagherete tutto, pagherete (più o meno) caro. Non è uno slogan di estremisti ma il messaggio che si legge fra le righe di una lettera recapitata in questi giorni da Sepi, la società entrate del Comune, a uffici, negozi e magazzini di Pisa. Le casse di palazzo Gambacorti sono esangui, il Comune ha bisogno di trasfusioni di denaro. All'inizio dell'anno erano ripartiti i controlli nei pubblici esercizi per l'imposta sulla pubblicità, dopo le polemiche di un anno e mezzo fa che portarono le associazioni del commercio ad uno scontro frontale con la Sepi.  E ora parte il «censimento delle iniziative pubblicitarie e occupazioni suolo pubblico» che rende effettiva la sostituzione dell'imposta Comunale sulla Pubblicità con un canone. Con l'applicazione del Canone, ogni installazione di nuovi mezzi pubblicitari - sia su suolo pubblico che su proprietà privata, sia temporanei che permanenti, - dovrà essere preventivamente autorizzata. Le autorizzazioni saranno rilasciate da Sepi su richiesta degli interessati, previa acquisizione dei pareri da parte degli uffici comunali interessati.  Nello specifico, in base al Regolamento sul Canone approvato dal consiglio comunale (delibera 18/2010), «la diffusione di messaggi pubblicitari finalizzata a promuovere la domanda di beni e servizi o mirata a migliorare l'immagine del soggetto pubblicizzato» è soggetta al pagamento del Canone; l'installazione di tende o bacheche, o l'occupazione con esposizione merci o tavoli e sedie o altri manufatti, è soggetta al pagamento del Cosap. Le tariffe 2011 sono consultabili sul sito www.sepi-pisa.it, così come tipologie dei mezzi pubblicitari, procedure, modalità e termini di pagamento, e le agevolazioni.  La Sepi è stata quindi incaricata di fare un censimento delle diverse tipologie di iniziative pubblicitarie (tra cui insegne d'esercizio, impianti pubblicitari, pubblicità realizzata su autoveicoli, cartelli e scritte diverse per conto proprio o per conto terzi) e delle occupazioni di spazi ed aree pubbliche (tende, bacheche, esposizioni merce, tavoli e sedie, pedane, ecc) presenti sul territorio comunale. E quindi chiede la collaborazione dei titolari di attività commerciali, artigianali, turistiche eccetera, attraverso la compilazione e restituzione di una scheda allegata alla lettera che sta arrivano in questi giorni ai pisani: «La compilazione permetterà a questa società di censire tipologie, formati e collocazione, verificandone la corrispondenza con quanto presente nella nostra banca dati». Occhio dunque a non indicare misure "ristrette" per evitare il pagamento.  Nella lettera, la Sepi fa alcuni esempi: insegna a cassonetto luminosa e non, a filo di neon, a bandiera a pannello piano, totem, targa, insegna d'esercizio mista (scritta), tenda aggettante, tenda montata su telai rigidi, espositori, civette, bacheca, pubblicità su veicoli, tavoli e sedie, pedane, eccetera. E allega una serie di foto esemplificative, fra le quali le tende montate su telai rigidi, le bacheche, le civette de giornali nelle edicole (al centro di un'aspra polemica nel 2010), la pubblicità su auto e furgoni, le targhe di studi medici, studi legali e così via fuori dai palazzi privati. Infatti la setssa Sepi chiede di allegare alla scheda del "censimento pubblicitario" anche una foto dell'elemento pubblicitario che potrebbe essere soggetto al Canone.

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