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Sequestrato all'aeroporto Galilei un chilo di cocaina

Sequestrato all'aeroporto Galilei un chilo di cocaina

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PISA. La Guardia di Finanza di Pisa ha messo a segno un ulteriore colpo ai danni delle organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, arrestando un "corriere" che trasportava, "in corpore", 98 ovuli pieni di cocaina, del peso totale di 1.125 grammi, sottoposti a sequestro. L'attività antidroga è scaturita da una mirata programmazione dei controlli, in ambito aeroportuale, volta ad analizzare i flussi dei viaggiatori, secondo "indici di rischio" preimpostati, calibrati sulla provenienza del volo, le caratteristiche dei passeggeri ed anche sull'atteggiamento tenuto dagli stessi all’atto del controllo da parte dei militari.

Il corriere, O.U.J., di 35 anni, cittadino nigeriano, residente in Spagna ed in arrivo da Madrid, è stato individuato tra i numerosi passeggeri in arrivo a Pisa; lo stesso, fermato e controllato dai finanzieri della Compagnia di Pisa in servizio presso lo scalo aeroportuale, ha mantenuto una calma apparente, riferendo, al primo approccio, di non avere nulla da dichiarare e di essere giunto a Pisa per una vacanza di qualche giorno. Dopo il controllo del bagaglio a mano, essendo insorto il sospetto, nei militari operanti, che il soggetto trasportasse sostanze stupefacenti all'interno delle cavità addominali, è stato accompagnato presso il pronto soccorso dell’ospedale Cisanello di Pisa, per essere sottoposto ad accertamenti sanitari. Gli esami clinici confermavano i dubbi dei finanzieri: lo straniero, infatti, aveva corpi estranei nello stomaco, che, una volta espulsi e sottoposti ad analisi, sono risultati ovuli contenenti cocaina.

Il cittadino nigeriano, al termine delle operazioni di "recupero" della sostanza stupefacente, è stato associato alla Casa Circondariale Don Bosco di Pisa, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Sono in corso ulteriori indagini da parte dei finanzieri della Compagnia di Pisa per tentare di scoprire la provenienza e la destinazione sul territorio nazionale della sostanza stupefacente che, una volta sul mercato, avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali oltre 100.000 euro.

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