Il dolore
La Provincia riduce spese e debiti
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Sopra il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni; a fianco lavori alla foce del canale Scolmatore per renderlo navigabile In vendita quote di Toscana Energia per 769mila euro e l'azienda Gaslini
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PISA. La Provincia di Pisa ha da poco approvato il bilancio di previsione 2012. Cospicua la mole degli investimenti: nelle tabelle di questa pagina si trova il dettaglio relativo a tre dei settori principali di intervento. Ma le Province sono nel mirino per la loro sopravvivenza: il governo Monti sta portando avanti l'obiettivo della cancellazione prima della scadenza naturale. Di tutti questi argomenti e di altro parliamo con il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, che è anche presidente di Upi Toscana (Unione delle Province). Quadro di riferimento. «Cosa succede ora alle Province? Sono certo che ai cittadini interessa di più sapere se avranno un posto di lavoro sicuro e se potranno arrivare alla fine del mese, in particolare i pensionati. E allora il tema dello scioglimento anticipato e dello spacchettamento delle funzioni deve essere letto soprattutto per l'effetto peggiorativo che paradossalmente avrà sull'economia locale e sui costi degli apparati pubblici. La Provincia di Pisa negli ultimi anni ha fatto qualcosa di importante proprio nella strada che il governo Monti vorrebbe intraprendere: riduzione della spesa e dei costi della politica». Vendite in corso. «Siamo anche impegnati - riprende Pieroni - nell'alienazione delle nostre partecipazioni e nella vendita degli immobili. In particolare sarà posta in liquidazione il 21 dicembre la Società immobiliare Pisa 2001, costituita per valorizzare il patrimonio della Provincia con la finalità, ormai accantonata, di realizzare la nuova sede; sarà ceduta l'intera partecipazione azionaria in Toscana Energia Spa con apposti incanti pubblici (un pacchetto del valore di 769.000 euro); e sarà ceduta la società agricola Gaslini per 17 milioni di euro». Nuovo assetto: i rischi. «Intravedo, senza una seria e ragionata riforma degli assetti istituzionali, un aggravamento del "centralismo regionale". E' impossibile pensare ad uno spacchettamento in chiave comunale delle funzioni della Provincia in materia di lavoro, di investimenti e manutenzioni delle scuole superiori, di strade e di messa in sicurezza di suolo e corsi d'acqua. I dubbi e le preoccupazioni che ho derivano dal mettermi dalla parte dei cittadini che ci chiedono ogni giorno servizi, opere e interventi efficienti». Dubbi sul reale risparmio. «Dalla prossima legislatura giunta e consiglio avrebbero pesato per 390.000 euro all'anno sulle casse provinciali, mentre fino al 2011 la spesa è di 954.000 euro. Con la manovra Monti, senza i necessari correttivi legislativi, per il solo trasferimento alla Regione di 200 dipendenti provinciali, già provenienti dalla Regione per effetto del decentramento, l'aggravio di costi per quell'ente (per effetto del differente contratto di lavoro) ammonterebbe a 6 milioni di euro in cinque anni». Servizi a rischio. Ancora il presidente Pieroni: «Si taglia alle Province, alle Regioni e ai Comuni: come potranno questi ultimi, per esempio, assicurare adeguati investimenti e soprattutto manutenzioni al patrimonio sotto le competenze della Provincia? Parliamoci chiaro: se oggi la nostra provincia vanta un alto livello di servizi e di qualità della vita, di infrastrutture e di ricchezza prodotta è anche perché la nostra guida amministrativa e politica ha messo al centro della sua azione il lavoro, i servizi e gli investimenti in opere pubbliche». L'indebitamento. «Mi metto ancora una volta dalla parte dei cittadini e chiedo: avreste accantonato investimenti importanti sulla superstrada, sul ponte alla Navetta, sulla Saline-Cecina, sulla 439 o per la realizzazione della bretella del Cuoio? Fino al 2007 il peso di queste opere ha inciso fortemente sull'indebitamento dell'ente: da allora, con il mio mandato, abbiamo invertito il trend e dai 192 milioni siamo arrivati a 150. Sulla Provincia gravano poi le manutenzioni degli immobili di cui è proprietaria: le scuole, ma anche la Prefettura, il comando provinciale dei Carabinieri, la Questura e diverse caserme». Le tasse. «Una premessa: i tagli alla Provincia assommano a 13,5 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 3 milioni di euro l'anno a partire dal 2012. E' il federalismo del governo Berlusconi che ci dice agite sugli adeguamenti tariffari. Cosa abbiamo fatto noi? Anzitutto si è operato dal 2009 con ulteriori tagli alle spese del personale (per 1,5 milioni), alle spese per rimborsi di mutui (6,3 milioni) e alle spese generali e di servizio (quasi 3 milioni). A questo punto la scelta era tra il fare le scuole che le famiglie ci chiedono oppure no; tra realizzare opere infrastrutturali oppure no; tra mettere in sicurezza i nostri corsi d'acqua oppure no. Abbiamo deciso di fare e dunque era ineludibile un minimo incremento delle leve tariffarie, che peseranno in media sui cittadini circa un euro al mese».
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