Il Tirreno

Pisa

Sat rincara la dose contro Enac

Doady Giugliano
A sinistra, aerei sulla pista del Galilei A destra, il presidente di Sat Cavallaro
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A sinistra, aerei sulla pista del Galilei A destra, il presidente di Sat Cavallaro

Il presidente Cavallaro: «Gli uomini di ventura hanno vita breve»

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 PISA. «Siamo preoccupati, addolorati, ma non spaventati. Siamo sereni e lavoriamo bene. Del resto, sappiamo che i capitani di ventura hanno sempre avuto vita breve». E' questo un passo significativo dell'intervento che Costantino Cavallaro, presidente di Sat, ha pronunciato ieri durante la presentazione dei vincitori del "concorso di idee per il nuovo terminal del Galilei", ospitato al Centro SMS. E il riferimento era ovviamente al presidente di Enac, Vito Riggio.  Un intervento, quello di Cavallaro, teso a spazzare le nubi che per qualche giorno si sono addensate sull'aeroporto della Toscana, dopo le dichiarazioni del presidente dell'Ente nazionale aviazione civile. «Non possiamo parlare serenamente del nostro futuro - dice Cavallaro - senza prima comprendere perché il presidente Riggio, improvvidamente distribuisca alla stampa dichiarazioni non veritiere, minacciose, travalicanti ogni limite inerente alla sua veste di rappresentante di un organo tecnico. Dichiarazioni che hanno causato un danno all'immagine di Sat».  Un quesito, quello pronunciato da Cavallaro ad una platea affollatissima, a cui lo stesso presidente Sat ha indirettamente fornito lo spunto per un'ipotesi di risposta. «A seguito di queste dichiarazioni - dice Cavallaro - il titolo Sat che non aveva mai subito perdite, ha chiuso con un ribasso del 3,6% (ovvero una perdita di 2,4 milioni di euro). Nello stesso giorno, tutti gli altri titoli del settore aeroportuale chiudevano in positivo, addirittura quello di Adf (Aeroporto di Firenze) otteneva un +11,1%». Dopo aver ricordato gli accordi sottoscritti proprio con Enac, che riconosce il Galilei quale aeroporto strategico all'interno di un documento chiaro e scevro da condizionamenti e limitazioni che prevede uno sviluppo fino a 7 milioni di passeggeri entro il 2025, Cavallaro ha concluso il suo intervento rivolgendosi alla classe politica: «Le risposte concrete a quanto accaduto le attendiamo dalla politica, da quella che sta in alto, se ancora esiste e dove deve essere cercata. A questa alta politica diciamo di fare gli interessi della polis intesa non più come città, bensì quale vastità di realtà e interessi che travalicano i confini del territorio regionale e che debbono salvaguardare, valorizzare e promuovere il maggior numero di realtà umane, economiche e sociali».  Intanto sulla questione aeroporto interviene anche il presidente della Provincia, Andrea Pieroni che chiede al presidente della Regione, Rossi, di farsi garante delle prospettive di crescita dell'aeroporto Galilei nell'ambito del sistema integrato toscano. «Se da un lato abbiamo sempre auspicato una crescita complementare con lo scalo fiorentino - spiega Pieroni - non tolleriamo che si parli di declassamento nel caso in cui Firenze non realizzi la nuova pista, perché i programmi di sviluppo del Galilei sono concreti e finanziati».

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