Sicurezza
Processo a tre ventenni pisani accusati di aver ferito quattro persone al Polo Porta Nuova
Rissa a ingegneria, due condanne
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Palazzo di giustizia Due mesi al primo e sei al secondo con riti alternativi, il terzo va a giudizio
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PISA. Uno ha patteggiato, l'altro ha scelto il rito abbreviato, il processo per il terzo si terrà a metà febbraio. Si è aperto e concluso così, ieri, mattina, in tribunale, almeno nella sua prima parte, il processo a carico di tre ventenni pisani che erano accusati di aver ferito a botte e cinghiate quattro ragazzi ad una festa organizzata due anni fa al Polo Porta Nuova di ingegneria dall'associazione Senza Frontiere. Erano stati stati citati direttamente a giudizio, dal pm Flavia Alemi, per rissa e lesioni personali aggravate tre pisani, Thomas Badalassi, 22 anni, difeso dall'avvocato Stefania Mezzetti, Andrea Micheletta, 23, difeso da Silvia Davini, e Paolo Campani, 24, difeso da Francesco Marenghi. Ieri mattina il procedimento si è aperto davanti al giudice monocratico Giulio Cesare Cipolletta: le parti lese si sono costituite parti civili assistite dagli avvocati Francesco Virgone, Irene Braca e Alessio Bertola. Campani ha patteggiato due mesi convertiti nella pena pecuniaria di 15mila euro, mentre Micheletta ha scelto il rito abbreviato: è stato condannato a sei mesi di reclusione e al risarcimento del danno da liquidarsi in sede civile, con la refusione delle spese di costituzione di parte civile. Sessanta giorni per le motivazioni della sentenza. Stralciata a questo punto la posizione di Badalssi, che va a processo il 13 febbraio, per incompatibilità davanti al giudice monocratico Leonardo Degl'Innocenti. I fatti risalgono alla notte fra il 6 e il 7 novembre del 2009. La festa era stata organizzata per raccogliere fondi per progetti di cooperazione. I riflettori si erano spenti intorno alle due e mezza, quando gli organizzatori avevano iniziato a chiudere gli impianti. Ad un tratto vi sarebbe stato un banale diverbio fra alcuni partecipanti, degenerato in offese e schiaffi. Qualcuno sarebbe poi intervenuto a sedare gli animi, mentre alla fine da un gruppo, in parte composto da gente presente alla festa, in parte arrivato da fuori, era scattata l'aggressione con cinghie staccate dai pantaloni e oggetti vari. Alla fine sul campo sono rimasti 4 feriti, di cui uno grave. Scrisse all'epoca Ingegneria senza Frontiere: «L'associazione, che si sente parte lesa, spera anche che si indaghi su questo episodio, per individuare i responsabili e comprendere i fenomeni sociali alla base di quanto accaduto».
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