Finanza
Misericordia, sei dipendenti a casa
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La nuova sede della Misericordia Attesa per sabato la nomina del nuovo commissario
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PISA. Entro sabato, secondo voci insistenti che circolano all'interno della Misericordia, l'arcivescovo dovrebbe sciogliere le riserve e nominare il commissario che potrebbe traghettare in porto la zattera della Misericordia. Intanto, con la crisi economica dell'associazione, procede di pari passo quella della Cooperativa La Fratellanza, che sarebbe in liquidazione coatta (si parla di 122mila euro di perdite fra il 2009 e il 2010) e che da lunedì prossimo mette a casa a zero ore ben sei dei suoi dieci dipendenti. Della Coop è amministratore unico il direttore dell'ente, che è stato licenziato a maggio scorso. Intanto cinque dipendenti scrivono all'arcivescovo, al prefetto e al sindaco: nella lettera chiedono la nomina di un commissario esperto, che non abbia già svolto incarichi nell'associazione, suggerendo un commercialista o un avvocato. E ancora a monsignor Giovanni Paolo Benotto, hanno inviato una lettera aperta i Cobas che chiedono un incontro. In assenza di un governatore o un commissario e in assenza di un direttore da mesi, l'associazione, sottolineano, non potrà partecipare alle imminenti riunioni in cui si deciderà il rinnovo o le proproghe delle convenzioni, cosa che mette a rischio altri posti di lavoro, mentre il pagamento della tredicesima sembra sempre più in forse. «Non ci rassicura lo stato debitorio in cui versa la Misericordia - scrivono i Cobas - e ancora più ci preoccupa il fatto che si siano già persi alcuni posti di lavoro tra contratti a tempo determinato non rinnovati e la imminente chiusura della cooperativa che occupa 10 lavoratrici. I debiti, accumulati nel corso degli anni e causati da una gestione incauta, sono alla base della attuale crisi. La Curia e il vescovo hanno acquisito negli ultimi giorni tanti elementi, non ultimi quelli forniti dai volontari e dall'ex governatore. Ora è arrivato il tempo delle scelte anche per la curia a partire dal nuovo governatore, dalla modifica dello statuto, dalla salvaguardia dei posti di lavoro, tutti, anche di quelli a tempo determinato. Inoltre, a fine anno, vengono prorogate o rinnovate le convenzioni, ma la Misericordia non ha un Govenatore o un commissario che la rappresenti e si rischia, così, di perderle. Il miglior modo per tutelare la Misericordia è decidere in fretta. Siamo a disposizione per chiarimenti e chiediamo di essere ascoltati come gli altri sindacati». C.V.
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