Il Tirreno

Pisa

Il presepe che sembra un film in 3D

Lucia Maffei
Un’immagine del presepe virtuale presentato al Santa Caterina
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Un’immagine del presepe virtuale presentato al Santa Caterina

Presentata al Santa Caterina una Natività virtuale

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 PISA. Ci sono i pastori, i Re Magi, la cometa, la Sacra Famiglia, il bue e l'asinello. Ma quello dell'Istituto Santa Caterina è un presepe speciale. Realizzato in tre dimensioni a partire dai disegni degli alunni, consiste in un filmato animato da guardare come al cinema con gli occhialini 3D.  Il progetto, che vede la collaborazione del Perceptual Robotics Laboratory (Percro) e dell'associazione Mnemosyne (entrambi facenti capo alla Scuola Superiore Sant'Anna), ha coinvolto quattro classi dell'istituto.  I bambini di terza, quarta e quinta elementare hanno disegnato i personaggi del presepe, mentre gli alunni di terza media si sono occupati delle scenografie.  Il tutto è stato poi rielaborato al computer in modo da ricostruire sullo schermo l'intera Betlemme proprio come immaginata dai bambini, e popolata dagli stessi personaggi. L'occhio di una telecamera virtuale porta lo spettatore alla scoperta degli ambienti.  Alla fine della proiezione, che dura circa dieci minuti, sullo sfondo del cielo stellato compaiono i volti dei piccoli artisti che hanno lavorato al progetto. Poi, proprio come nei presepi della tradizione napoletana dove c'è alternanza tra il giorno e la notte, sorge di nuovo il sole e il filmato va avanti in loop.  «Non si tratta di un semplice presepe virtuale basato sulle statuette - spiega Marcello Carrozzino del laboratorio Percro - Ma di un'autentica simulazione dell'intera scena così come viene percepita dagli occhi dei bambini. Un ponte tra la tradizione e la più moderna tecnologia mediato dalla creatività dei più piccoli».  L'idea è nata nell'ambito del laboratorio Percro e dell'associazione Mnemosyne, che si occupano di tecnologia avanzata e della sua divulgazione a scopi culturali e didattici. Durante i quattro incontri con le classi del Santa Caterina gli alunni hanno assistito all'intero percorso di digitalizzazione dei loro capolavori.  «I più meravigliati erano i bambini delle elementari, che in questa occasione hanno appreso i primi rudimenti tecnologici», raccontano altri due membri del laboratorio, Chiara Evangelista e Veronica Neri. «I ragazzi delle medie erano meno sbalorditi».  Alla presentazione del risultato finale bambini e ragazzi, i cosiddetti "nativi digitali", hanno dimostrato grande entusiasmo. Il presepe virtuale si trova nella biblioteca dell'istituto, che può accogliere fino a 37 spettatori.

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