Sicurezza
Cinquecento senegalesi contro il razzismo
Carlo Palotti
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A destra, il corteo in corso Italia Sopra, lincontro con il sindaco Filippeschi Nella foto grande, la manifestazione davanti al Comune Corteo in centro, tensione prima dell'intervento del sindaco
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PISA. Un lungo corteo, composto da almeno 500 persone, uomini e donne. Ha percorso tutta Corso Italia, attirando attenzioni e intonando slogan. Poi l'arrivo sotto il Comune. E un po' di tensione prima che il sindaco potesse parlare. E' così che a metà pomeriggio la comunità provinciale senegalese, e non solo, ha manifestato per esprimere il suo "No al razzismo" dopo i tragici fatti di Firenze. Piazza XX Settembre è stato dunque lo spazio scelto come approdo. Alla fine però la rabbia si è trasformata in confronto. Tra i diversi interventi anche quello di Marco Filippeschi. Il clima intorno al primo cittadino d'un tratto s'infuoca e la contestazione dura per tutto il breve discorso tenuto dal palco improvvisato sotto le Logge. Passata la tensione, ecco le parole a caldo del sindaco: «Qualcuno ha voluto esprimere le sue opinioni contestandomi: credo al contempo che la città di Pisa sia fermamente unita nel respingere questo assassinio». Convinzione di Filippeschi è che la tragedia di Firenze arrivi in un momento storico ben preciso: «Il fatto accaduto a Firenze non è casuale - continua - perché nasce in un clima di odio diffuso irresponsabilmente, senza dare risposte ai veri bisogni, quelli dell'integrazione». L'attacco s'indirizza verso l'associazionismo di stampo neo fascista, sempre più presente in pianta stabile sul territorio regionale. «Lasciare aperti questi santuari dell'odio - prosegue Filippeschi - da cui ora sappiamo essere uscito anche l'assassino di Firenze, per poi intervenire in fretta e furia con la serrata il giorno successivo, significa che non si è intervenuti a tempo debito. Le leggi ci sono, vanno applicate». Un'ultima battuta sulla contestazione: «Capisco i ragazzi senegalesi coinvolti direttamente da una tragedia immane e gravissima - conclude -. Il movimento degli immigrati è ormai maturo ed ha al suo interno la forza per rivendicare i diritti dovuti ai cittadini che rappresenta». Accanto al sindaco c'erano gli assessori Maria Paola Ciccone e Giuseppe Forte. Ai manifestanti si è rivolto anche Matar Ndyae, vicepresidente della comunità senegalese pisana, ricordando che «integrazione significa interazione e scambio reciproco» e che gli immigrati che «lasciano i loro Paesi lo fanno per cercare fortuna e si lasciano alle spalle mogli, figli, parenti e amici per venire a fare i lavori più duri e non possono essere ripagati con due pallottole sparate nel petto». Solidarietà alla comunità senegalese è stata espressa anche dai deputati pisani del Pd Maria Grazia Gatti, Paolo Fontanelli ed Ermete Realacci che invitano a «lavorare insieme per isolare i fanatici e liberare la nostra società dalla fobia del diverso». Infine Cgil, Cisl e Uil hanno espresso preoccupazione per l'agguato di Firenze: «Evidentemente - affermano in una nota congiunta - i germi della follia razzista e dell'intolleranza, dei quali si è fatto da più parti un irresponsabile uso negli ultimi anni, necessitano ancora (e anche nella nostra realtà territoriale), di un livello di guardia e di anticorpi democratici che credevamo la storia e l'intelligenza delle persone avessero ormai definitivamente raggiunto».
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