Il dolore
La Sat: ora intervenga il ministro
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Passeggeri al Galilei. A destra, lad di Sat, Gina Giani «Avanti con l'allungamento della pista e se serve pronti a fare la terza»
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PISA. Il «Galilei» è pronto a crescere ancora. E mentre già si lavora all'allungamento della pista attuale, l'aeroporto comincia a pensare anche all'ipotesi di una terza pista. Non solo. Il consiglio di amministrazione di Sat chiederà anche l'intervento del ministro Corrado Passera. La società dell'aeroporto pisano vuol chiedere al nuovo ministro di chiarire le intenzioni di Enac e tutelare gli investimenti e il ruolo del Galilei. E' questa una delle indicazioni emerse dalla riunione di ieri mattina del consiglio di amministrazione di Sat. «Il Galilei - dice Sat - svolge da sempre il ruolo di principale aeroporto della regione e si colloca già oggi tra i primi sei aeroporti regionali italiani. Pertanto, il Galilei non può e non deve essere penalizzato da eventuali criticità delle infrastrutture di volo di un aeroporto vicino». In altre parole il futuro di Pisa non può essere legato ai problemi di Firenze. E' prevista un crescita in sinergia dell'offerta aeroportuale toscana, ma Firenze non può pensare di crescere ai danni di Pisa. L'amministratore delegato Gina Giani è chiara su questo punto: «Pisa ha margini per crescere ancora, in coerenza con il piano di sviluppo presentato, fino a 6,6 milioni di passeggeri. Sono già in corso investimenti per allungare di 500 metri l'attuale pista, soluzione che attenuerà anche alcuni problemi di rumore sulla città e che dovrebbe diventare operativa entro la fine del 2014. Ma sia chiaro che se a Firenze ci sono dei problemi, Pisa può anche studiare una terza pista. Noi siamo pronti. Ci sono i terreni a disposizione verso Coltano. E' già stato fatto uno studio preliminare che poi è stato accantonato, ma la pratica si può riaprire. Voglio dire che siamo partiti dall'idea di uno sviluppo aeroportuale toscano in sinergia con Firenze. Ma se questa sinergia non c'è, allora si cambia prospettiva». In questo contesto, il cda di Sat ha chiesto al presidente e all'amministratore delegato della società «di dare avvio a una iniziativa nei confronti delle istituzioni preposte alla regolazione e alla pianificazione del trasporto aereo quali, in primis, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Toscana, affinché le attività di Enac si svolgano nel pieno rispetto di una società quotata in Borsa come Sat, titolare di una concessione totale quarantennale e responsabile dello sviluppo, in autofinanziamento, di una preminente infrastruttura aeroportuale (il Galilei) secondo i piani concertati con la stessa Enac». La tutela di una società quotata in Borsa è un tema sensibile, la ferita è recente. «In seguito alle prime dichiarazioni di Riggio - ricorda Giani - il titolo di Sat in Borsa ha perso in un giorno il 3,8%, oltre due milioni di euro, per vendite perlopiù effettuate in Toscana, in un giorno peraltro positivo per la Borsa. Segno che una correlazione c'è stata tra certe dichiarazioni e l'andamento del titolo». La conclusione del comunicato di Sat è perentoria: «Qualsiasi tentativo di declassamento dello scalo derivante da fattori esogeni allo stesso sarebbe assolutamente rigettato e combattuto da Sat in tutte le sedi appropriate».
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