Il dolore
Panattoni: dalla crisi si esce insieme
Daniele Benvenuti
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Paolo Panattoni «Bilancio, tariffe e servizi unici per i Comuni dell'area pisana»
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SAN GIULIANO. «I Comuni dell'area pisana possono superare gli effetti dei nuovi tagli imposti dalla manovra del governo Monti, solo attraverso una unione concreta. Bisogna pensare in un'ottica di grande area metropolitana di 200mila abitanti, con un bilancio comune, un piano strutturale unico, così come unici servizi e tariffe». È il sindaco di San Giuliano Paolo Panattoni a lanciare la proposta. Obiettivo: una collaborazione tra i sei Comuni dell'area pisana. Un passaggio necessario, spiega, visto che gli ulteriori tagli della manovra avranno conseguenze maggiore su realtà medio- piccole. «Serve un'azione importante e significativa che, nel rispetto delle leggi, dia il senso della volontà di reazione da parte dei nostri amministratori - insiste il sindaco termale - I comuni così come li abbiamo conosciuti non esisteranno più. Saranno interessati da importanti cambiamenti condizionati dalle minori risorse a disposizione. I sei comuni dell'area pisana nel 2007 si sono dotati di uno strumento di indirizzo e programmazione che è il piano strategico dell'area pisana. A distanza di quattro anni è arrivata l'ora di una forte accelerazione per attuarne velocemente gli indirizzi che sono stati approvati dai sei consigli comunali. Diventa fondamentale attivare economie di scala e dimensione nell'interesse delle nostre comunità e costituendo un modello di eccellenza per tutta la Toscana». Azioni immediate che devono passare dall'unione di servizi e strategie. Ancora Panattoni. «Per esempio un piano della cultura unico per i sei Comuni, con un solo programma e un solo marchio distintivo che eviti sovrapposizioni e ottimizzi le minori risorse future a nostra disposizione. Avere tariffe uguali per i servizi di varia natura che vanno dai servizi scolastici allo smaltimento dei rifiuti, aziende di area vasta per riordinare e uniformare qualità e quantità dei servizi erogati, uno stesso quadro di esenzioni ed agevolazioni, un solo piano strutturale, un solo piano regolatore, un unico regolamento edilizio che disciplinino uniformemente lo sviluppo dei territori nel concetto di una città unica di 200mila abitanti. Le questioni attinenti il trasporto pubblico - spiega il sindaco - la mobilità, i servizi sociali e sanitari vanno aldilà dei singoli confini morfologici dei comuni. Dobbiamo arrivare a costruire e consolidare in pochi anni un bilancio unico dei sei comuni. Insomma costruire una grande casa comune con regole condivise dove i sei Comuni esercitino autonomamente il loro mandato amministrativo». La conclusione: «Le forze progressiste che governano i nostri territori hanno il dovere politico di guardare avanti e costruire un modello di governance territoriale diverso da quello usato ad oggi».
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