Gioco
La manovra del governo lascia tiepidi gli imprenditori: «Ci voleva, ma non basta»
«Ma così l'economia non riparte e non si creano posti di lavoro»
Carlo Venturini
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Sopra a sinistra, Andrea Bulgarella 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Accoglienza tiepida per la manovra economica del governo Monti da parte degli imprenditori pisani. E non c'è da aspettarsi nessun sensibile miglioramento sul fronte dell'occupazione nonostante il bonus sull'Irap (imposta regionale sulle attività produttive) di 10mila euro per l'assunzione di giovani al di sotto dei 35 anni. Il campione sentito tra gli imprenditori più noti in città, è concorde nel dire che la manovra andava fatta. Ma è altrettanto deciso nell'affermare che «di benefici concreti per le aziende nel breve periodo non ci saranno né sul fronte dell'occupazione né su quello della liquidità e del credito». «Il lavoro si crea con la circolazione della liquidità - dice Andrea Bulgarella imprenditore edile e del turismo - ma se le persone non comprano casa o non vanno in vacanza, far ripartire il settore edile e quello del turismo è veramente arduo». Sul fronte dell'aumento dell'occupazione, Bulgarella aggiunge: «Io ho sempre assunto a tempo indeterminato perché mi ricordo quando ero un disoccupato e so cosa vuol dire per un giovane, guardare al futuro con la sicurezza di un posto fisso ma se il lavoro non riprende grazie alla circolazione di nuova liquidità è difficilissimo prevedere nuove assunzioni nonostante il bonus sull'Irap». Andrea Zavanella, amministratore delegato di Formatica, azienda che opera nella formazione e nei servizi informatici, dice: «Mi aspetto nei prossimi giorni qualche provvedimento più incisivo per far ripartire l'economia reale e quindi far ripartire le aziende perché per ora nella manovra di Monti manca l'accelerata all'economia che si attendeva forse per un problema di tempi ristretti e perché è necessario incidere sulla liquidità e sulla ricapitalizzazione delle banche cosa questa a cui sta lavorando Mario Draghi alla Banca centrale europea». E visto che di banche si sta parlando, interviene Valterio Castelli, presidente della Td Group impresa di primo piano nel settore del terziario avanzato. «La manovra non va al nocciolo delle questioni che affliggono le imprese - dice Castelli - che soffrono della stretta creditizia e che sono costrette e a vivere alla gionata come gli stessi Stati». In una situazione del genere è quasi «paradossale» parlare di nuove infornate di lavoratori. «Sembra che tutti girino intorno al vero problema - riprende Castelli - e cioè che il costo del denaro è aumentato di quasi il 400% negli ultimi tempi e quindi le banche non solo non fanno più credito agli stessi tassi di qualche mese fa, ma non lo fanno proprio più e quindi gli Stati dovrebbero fare interventi coordinati per far arrivare nuova liquidità alle aziende ma non il prossimo anno bensì nei prossimi giorni». Dello stesso avviso è anche Bulgarella che dice: «Le banche hanno smesso di fare il loro mestiere e cioè fare credito all'economia reale mentre continuano a finanziare la finanza oppure gli immobiliaristi». Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio, nel premettere che la manovra è pesante per tutti ma andava fatta, ci va cauto con la probabilità di un aumento dell'occupazione grazie al bonus sull'Irap. «Questo bonus è importante - precisa Pacini - ma andava pensato in una fase di espansione delle imprese e non in una fase di contrazione e di recessione dei mercati e dei pil». Come dire che si assume quando c'è lavoro, come ha detto Bulgarella e non quando le aziende sono comunque in crisi. «Se a breve non si prenderanno misure concrete per ridare liquidità alle aziende - chiosa Castelli - sono convinto che almeno il 50% delle imprese chiuderanno e quindi anche il gettito in entrata previsto da Monti grazie all'aumento delle tasse, andrà a farsi benedire». Maria Camilla Masini, giovane imprenditrice, è una delle due fondatrici della Mcm, agenzia di comunicazione e formazione nata due anni. «Avere dei dipendenti a tempo indeterminato - dice - è diventato un lusso e in genere anche quando ci sono questi "bonus»" ci sono sempre difficoltà e lungaggini burocratiche per poterne usufruire».
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