Il Tirreno

Pisa

Il Galilei va potenziato ancora

Antonio Scuglia
Il Galilei va potenziato ancora

Il Piano nazionale degli aeroporti smentisce il presidente Enac

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 PISA. Il presidente dell'Enac Vito Riggio dice nero, l'Ad della societa aeroportuale pisana Gina Giani risponde bianco. Chi ha ragione? Per valutare la situazione, riguardo al futuro del Galilei rispetto a Peretola e non solo, può essere utile andare a studiare le carte, ovvero il Piano nazionale degli aeroporti. E andiamo a scoprire qualche novità. Il risultato possiamo anticiparlo: stando al Piano, le valutazioni del presidente Enac sono sicuramente legittime (che piacciano o meno), ma non corrispondono con quanto è stato già disposto.  Porta d'accesso alla Toscana. Si legge a pagina 342 del Piano: «L'aeroporto di Pisa ha costruito nell'ultimo decennio il proprio ruolo di porta principale d'accesso alla Regione Toscana».  Il traffico passeggeri, si rileva, ha avuto un incremento notevole dal 2000 al 2008, passando da 1,2 a quasi 4 milioni; lo scalo è servito da 18 compagnie aeree di linea e collegato a 61 destinazioni (52 internazionali e 9 nazionali) a conferma della forte vocazione infermazionale dello scalo (76% del totale).  «Le criticità riguardanti lo sviluppo futuro nell'ottica di mantenere il ruolo consolidato nel bacino di traffico sono: l'accessibilità e lo scambio intermodale per assicurare migliori connessioni con la Toscana; il rapporto fra infrastrutture e tessuto urbano limitrofo che deve trovare un armonico coordinamento; la limitazione del numero di movimenti orari sulla pista dovuta al sorvolo di aree urbane, risolvibile con l'auspicata realizzazione di una nuova pista con diverso orientamento; la condivisione delle infrastrutture di volo con l'Aeronautica Militare».  Vincoli miltari? Non se ne trovano di definiti, salvo il rispetto del lavoro della 46ma Aerobrigata. Ancora a pagina 342: «L'aeroporto di Pisa infatti è uno scalo militare, aperto al traffico civile, destinato al ruolo di "Main Operating Base-Mob". Ciò significa che quello di Pisa è un aeroporto militare nel quale l'apertura al traffico civile è espansibile a condizione che dall'espansione non derivino limitazioni allo svolgimento dei compiti istituzionali delle forze armate e nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio del Ministero della Difesa».  Interventi di sviluppo programmati. «Tra i principali interventi previsti: realizzazione People Mover, ampliamento terminal, ampliamento piazzale, raccordo testata pista, ampliamento terminal cargo, nuova viabilità di accesso, delocalizzazione abitazioni incompatibili. Dalla valutazione del soddisfacimento dei requisiti sottesi ai "fattori di sviluppo" risulta che lo scalo di Pisa si posiziona come "scalo strategico", nella rete aeroportuale nazionale».  I rapporti con Firenze. Collaborazione con Peretola o sistema aeroportuale unico? La risposta è la prima, a giudicare dagli Indirizzi strategici (pagina 344 del Piano): «In attesa della definizione dello sviluppo dello scalo fiorentino è auspicabile che gli aeroporti di Firenze e Pisa trovino forme di collaborazione ed integrazione per continuare a rispondere efficacemente alla domanda di traffico espressa dal bacino regionale sia come origine ma soprattutto come destinazione dall'estero, rafforzando e potenziando le connessioni tra le due infrastrutture. Nonostante la crescita in parallelo dei due scali e la caratterizzazione molto diversificata dei rispettivi flussi, la competizione tra i due scali, in chiave di concorrenza, non ha consentito di innescare sinergie costruttive tra due importanti realtà infrastrutturali della Regione. Sinergie tanto più necessarie nello scenario attuale». E ancora: «Non dovranno essere sottovalutati gli impatti che la nuova configurazione dell'aeroporto di Firenze con una nuova pista di volo potrebbe avere nel tempo sull'articolazione del traffico fra i due scali toscani. Rispetto a tali possibili impatti è raccomandato il coordinamento del sistema aeroportuale regionale, nell'ottica di ottimizzazione degli investimenti e di garanzia del migliore servizio al territorio. Infatti, l'opportunità di riflessioni di carattere sistemico fra l'aeroporto di Pisa e quello di Firenze emerge anche in relazione alla sostenibilità e alla giustificazione delle previsioni di crescita delle due infrastrutture. La realizzazione di una nuova ista all'aeroporto di Firenze potrebbe determinare, in assenza di coordinamenti tra i due scali toscani, una competizione di natura commerciale, finalizzata a mantenere e/o spostare un vettore da un aeroporto all'altro, i cui effetti potrebbero determinare un indebolimento della quota di mercato di almeno una delle due infrastrutture oltre a possibili impatti economici negativi. In assenza di coordinamento, pertanto, la capacità delle due infrastrutture di cogliere nuove quote di mercato, coerentemente con le previsioni di crescita del traffico nella Regione Toscana, potrebbe risultare inferiore alle previsioni prospettate. In tale contesto si conferma il ruolo dell'aeroporto di Pisa come aeroporto strategico per la Regione». Prosegue il Piano: «Si raccomanda per l'aeroporto di Pisa di avviare la predisposizione sul territorio delle condizioni per realizzare una nuova pista, che garantisca l'aumento della capacità dello scalo, attualmente limitata a circa 7 milioni di passeggeri».

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