Morto durante la lite, la vittima difendeva la sorella dall'ex
Secondo quanto emerso, l'aggressore non si sarebbe reso conto di aver ferito a morte il fratello della moglie
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PISA. Voleva che la ex moglie tornasse con lui, è nata una lite presto degenerata e quando il fratello della donna è intervenuto per difenderla, ha impugnato un coltello che aveva in auto e lo ha colpito quattro volte, causandone la morte. E' questa la ricostruzione fatta dalla squadra mobile di Pisa che indaga sul decesso di un albanese di 31 anni, morto ieri sera poco dopo il suo arrivo in ospedale. Arrestato con l'accusa di omicidio volontario l'ex cognato, anche lui albanese, 35 anni. Sempre secondo quanto emerso, l'aggressore non si sarebbe reso conto di aver ferito a morte il fratello della moglie, tanto da tornare nella sua abitazione e chiamare poi il 118 per farsi medicare le ferite riportate nella colluttazione.
Poco dopo l'albanese, del quale gli inquirenti non hanno rivelato l'identità, è finito in carcere. Il trentacinquenne, è stato ancora spiegato, non avrebbe accettato la fine della relazione con la donna, madre di un bambino di due anni, che si era trasferita a casa del fratello, dove viveva insieme alla famiglia di lui. Ieri sera i due ex coniugi si erano dati appuntamento sotto la nuova casa della donna per un ultimo chiarimento. Sembra che da settimane l'arrestato seguisse la donna, facendosi anche trovare nei pressi della sua nuova casa per convincerla a riprendere la relazione interrotta.
Nonostante le pressioni, tuttavia, l'albanese non sarebbe mai stato violento, almeno fino a ieri quando la discussione tra moglie e marito è presto degenerata e il fratello della donna è intervenuto per difenderla. A quel punto l'ex cognato ha raggiunto la sua auto, parcheggiata sulla strada, a poca distanza dal portone dell'abitazione, ha preso un coltello a serramanico per poi tornare, come in preda a un raptus, verso il parente e ingaggiare una colluttazione con lui durante la quale lo ha colpito almeno con quattro fendenti. Poi lo ha lasciato a terra ed è tornato alla sua di casa dove ha chiamato un'ambulanza senza sapere di avere ferito mortalmente il trentunenne che è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.
Poco dopo l'albanese, del quale gli inquirenti non hanno rivelato l'identità, è finito in carcere. Il trentacinquenne, è stato ancora spiegato, non avrebbe accettato la fine della relazione con la donna, madre di un bambino di due anni, che si era trasferita a casa del fratello, dove viveva insieme alla famiglia di lui. Ieri sera i due ex coniugi si erano dati appuntamento sotto la nuova casa della donna per un ultimo chiarimento. Sembra che da settimane l'arrestato seguisse la donna, facendosi anche trovare nei pressi della sua nuova casa per convincerla a riprendere la relazione interrotta.
Nonostante le pressioni, tuttavia, l'albanese non sarebbe mai stato violento, almeno fino a ieri quando la discussione tra moglie e marito è presto degenerata e il fratello della donna è intervenuto per difenderla. A quel punto l'ex cognato ha raggiunto la sua auto, parcheggiata sulla strada, a poca distanza dal portone dell'abitazione, ha preso un coltello a serramanico per poi tornare, come in preda a un raptus, verso il parente e ingaggiare una colluttazione con lui durante la quale lo ha colpito almeno con quattro fendenti. Poi lo ha lasciato a terra ed è tornato alla sua di casa dove ha chiamato un'ambulanza senza sapere di avere ferito mortalmente il trentunenne che è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.
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