Finanza
Mensa, studenti mobilitati
G.C.
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Giovani in una mensa universitaria «I rincari non garantiranno risorse al Dsu»
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PISA. A distanza di dieci giorni dall'approvazione delle tariffe mensa differenziate per fasce di reddito, ancora si continua a parlare della misura votata a fine novembre dal Dsu, l'azienda regionale per il diritto allo studio. Dalla primavera prossima, infatti, partiranno i nuovi costi dei pasti: ora tutti pagano 3 euro, con l'eccezione dei vincitori di borsa di studio, che mangiano gratis. In futuro ci saranno tre fasce, come mostrato in tabella: per alcuni c'è uno sconto di 20 centesimi, mentre per i più facoltosi (in base all'Isee) il ticket sale a 4 euro. La manovra serve a far aumentare l'affluenza degli studenti a mensa, cercando di offrire un servizio destinato a tutti. Sono molteplici le posizioni delle varie liste studentesche: alcuni sono contro la fasciazione, perché ritengono che ci sia il rischio di creare una "mensa per i poveri". Altri, per aumentare le risorse, avrebbero voluto una scure più pesante sui redditi alti, puntando sul fatto che uno o più euro extra sarebbero sopportabili per i contribuenti più ricchi. Al consiglio regionale degli studenti, Sinistra per (Pisa), Studenti di sinistra (Firenze) e Link (Siena) hanno espresso parere contrario sulla misura e in cda del Dsu, al momento del voto, si sono astenuti. In una sorta di competizione interna alla sinistra, ora le liste concorrenti inviano un comunicato congiunto di approvazione: Diritti a sinistra (Pi), Noi csx (Fi) e Sinistra universitaria (Si) scrivono che la riduzione di 20 centesimi sui redditi sotto i 36mila euro «è una misura di equità e di giustizia, che cerca di garantire le fasce più deboli nonostante i tagli del governo Berlusconi», che fino al giorno prima di dimettersi ha progressivamente limato i fondi per il dsu. Nella disputa si inseriscono anche i sindacati, che dubitano sulla copertura: ci vorrà uno studente sopra i 75mila di Isee per fornire il gettito che pareggi la spesa di cinque utenti che pagheranno 2,80 euro. Andrà tutti i giorni a pranzo? I lavoratori temono che i costi si ripercuotano su di loro: e chiedono garanzie ecomiche e l'assunzione di tutti i vincitori di concorso prima del blocco del turn over (31 dicembre).
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