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Pisa

Il dirigente Berti: i terreni gratuiti concessi per errore

I terreni dove sorgerà Ikea
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I terreni dove sorgerà Ikea

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 PISA. Il terreno alla Sviluppo Navicelli, dove sorgerà Ikea, nel 2007 venne concesso a titolo gratuito dal Comune per un errore. Lo afferma Gabriele Berti, il dirigente che firmò i documenti. «C'erano una serie di atti che potevano apparire contraddittori - afferma Berti - e non ero a conoscenza di un atto che precisava l'onerosità della cessione. Quindi, con una determina successiva, ho preso atto che i terreni andavano ceduti a titolo oneroso».  È in questa ammissione del dirigente dell'amministrazione comunale che si chiarisce il tira e molla su questi terreni: che prima devono essere pagati (luglio 2006), poi vengono ceduti «senza impegno» (ottobre 2007) e infine (luglio 2009) si mette nero su bianco chiarendo che, nell'atto precedente, c'era stato un «mero errore materiale» e i terreni devono essere pagati da Sviluppo Navicelli al Comune per un importo pari a 765.600 euro, non un euro di più non uno di meno.  Dopo che Rifondazione comunista aveva puntato l'indice sul contraddittorio iter di questi terreni, si era accesa una polemica e la IV commissione consiliare ha convocato gli assessori Andrea Serfogli e Fabrizio Cerri, rispettivamente alle opere pubbliche e all'urbanistica, e Angela Nobile, direttore generale del Comune. «Abbiamo riperocorso i vari passaggi di questa storia - afferma l'assessore Serfogli -. È stato un errore ammesso dallo stesso dirigente, tutto qui. Nessuna concessione gratuita, la Sviluppo Navicelli dovrà pagare».  E Michele Passarelli, consigliere comunale del Pd che fa parte della IV commissione, conferma che «nell'ambito della riunione è stato chiarito il motivo per cui in un atto quei terreni venivano ceduti senza impegno. Un errore a cui si è rimediato con una nuova determina e, adesso, il Comune vanta un credito esigibile».  Intanto, sull'indagine che avrebbe aperto la magistratura riguardo al passaggio di questi terreni nei vari atti, una nota del Comune di Pisa fa sapere che «non risulta nessuna inchiesta e tanto meno nessuna richiesta di atti. La vendita di un'area di proprietà del Comune risale a tempi in cui Ikea non pensava neppure lontanamente alla collocazione nell'area sui Navicelli».  Agli uffici del Comune di Pisa non è stata fatta «nessuna richiesta - continua la nota - di esibizione o consegna di documentazione da parte dell'autorità giudiziaria. Mettendo il Comune a disposizione per ogni eventuale chiarimento e pur col rispetto del riserbo dovuto ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria, il sindaco, a fronte delle notizie che, seppure in forme dubitative, ha diffuso Il Tirreno, ha verificato se fossero avviati procedimenti e ha ricevuto la risposta che ciò ad oggi non risulta».  La vicenda delle vendita di un'area di proprietà del Comune alla società Sviluppo Navicelli «risale, com'è noto - specifica l'amministrazione - a tempi in cui nessuno neppure poteva immaginare che lo stesso comparto urbano potesse interessare Ikea per l'insediamento di un suo centro di vendita e non ha rilevanza rispetto al precorso amministrativo previsto per l'insediamento».  Inoltre, «riguardo alla corresponsione di quanto dovuto al Comune la stessa società ha preso impegni formali che prevedono il completo pagamento entro il 30 maggio 2012. Di questi impegni come di tutti gli aspetti della vicenda è stata data informazione con la massima trasparenza al consiglio comunale, con una specifica seduta della Commissione permanente competente che ha analizzato tutti gli atti, in riunioni del Consiglio territoriale di partecipazione e in assemblee pubbliche svolte a Porta a Mare».  «L'amministrazione - è la conclusione - continua a procedere alla formazione degli atti necessari per rendere possibile l'insediamento di Ikea secondo l'orientamento del consiglio comunale e rispondendo così alle attese della città».

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