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PRESENTAZIONE
I sonetti di Antero de Quental
M.B.
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PISA. Una pennellata di vita, amore, passione e morte a 150 anni dall'uscita, a Coimbra, dei primi "Sonetos de Antero" e a 120 anni dalla scomparsa del poeta Antero de Quental. Fabrizio Franceschini, professore di linguistica italiana all'Università di Pisa, ci propone dodici sonetti del poeta portoghese, tradotti in forma di sonetti regolari e nella lingua della tradizione poetica italiana. Antero de Quetal è noto nel nostro Paese grazie a un racconto di successo dello scrittore pisano Antonio Tabucchi. L'ispirazione a Franceschini è venuta da un recente viaggio alle Azzorre con sua moglie Roberta, che ha curato le fotografie e le stampe che compaiono nel libro. L'autore ha rifatto l'ultimo percorso del poeta portoghese, che si era incamminato in un aspro viaggio e che, come Dante, aveva incontrato minacciose fiere: il Dolore, il Tedio, il Disinganno, che nessun Virgilio verrà a scacciare ma che diverranno, loro, guide e compagne in quel percorso verso la morte. Il libro (Felici editore) sarà presentato a Pisa all'inizio del prossimo anno. Ieri c'è stato il battesimo a Roma al palazzo dei congressi dell'Eur, presso il Caffé Letterario nel contesto dell'iniziativa "Più Libri, Più Liberi". Oltre all'autore, è intervenuto il prof. Giorgio De Marchis docente all'Università Roma 3.
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