Sicurezza
Terreni Ikea, la procura apre un'inchiesta
Candida Virgone
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Stefano Bottai, della Società Sviluppo Navicelli Spa, che dovrebbe rilevare le aree che interessano Ikea Nessun regalo, secondo gli atti del Comune la Sviluppo Navicelli deve pagare
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PISA. Ci sarebbe un'indagine della procura sull'affaire dei terreni su cui dovrà sorgere Ikea. E sarebbero già stati acquisiti dalla polizia giudiziaria diversi atti chiesti agli uffici di palazzo Gambacorti. Si complica la vicenda portata sotto i riflettori da Rifondazione comunista, che ha chiesto più chiarezza e trasparenza e soprattutto il pagamento di questi benedetti terreni (la cifra sfiora gli 800.000 euro), da parte della Società destinata all'acquisizione, la Sviluppo Navicelli spa che fa capo a Stefano Bottai. La storia si snoda attraverso un'alternanza di cessioni fra il titolo gratuito e quello oneroso, registrate in un'ampia mole di atti. L'avvocato della Società, Paolo Carrozza, aveva replicato che tutta la trattativa era «sbilanciata» a favore del Comune: in sintesi la società aveva ceduto 50mila metri quadri suoi sulla sponda est del camale dei Navicelli al Comune, affinché l'ente realizzasse il canale di scolo dei reflui di Pisa sud; in più aveva realizzato opere di urbanizzazione per 5 milioni e mezzo; per tutto ciò il Comune avrebbe dovuto cedere gratis i 15mila mq dell'area cosiddetta ex sedime di via della Mezzanina che interessa Ikea. Nonostante tutto questo - sostiene Carrozza - la Società avrebbe comunque pagato per quei terreni. Ma di fatto la Società «deve» pagare. Lo sancisce in maniera sacrosanta un atto che porta la data del 22 luglio del 2008, registrato negli uffici della direzione del patrimonio e dei contratti, davanti al direttore generale del Comune, la dottoressa Angela Nobile, al direttore dell'area qualità edilizia e trasformazione urbana di palazzo Gambacorti, architetto Mario Pasqualetti, a Luca Ciappi, quale rappresentante della Sviluppo Navicelli, e al geometra Primo Genovesi, presidente del Cda della Genovesi costruzioni di Cascina. A pagina 9 dell'atto «le parti precisano, a maggior chiarimento di quanto espresso dalla più volte menzionata convenzione ai rogiti del notaio Romoli di San Giuliano l'8 ottobre 2007, che la cessione, da parte del Comune di Pisa, delle aree facenti parte della ex strada comunale della Mezzanina, sarà effettuata a titolo oneroso, così come stabilito negli atti deliberativi dell'ente». A garanzia del pagamento ci doveva essere una fidejussione bancaria o assicurativa per la quale a luglio nel 2010 il Comune aveva dato una proroga di 12 mesi, ampiamente scaduta, fidejussione che però non è mai stata presentata e più volte sollecitata dal palazzo. L'ultima intesa prevedrebbe un'ulteriore proroga per il pagamento a marzo prossimo dei famosi 800mila euro. «Un pagamento - sottolinea Maurizio Bini, di Rifondazione - che però magari avverrà quando Ikea avrà già pronti i soldi per l'acquisto». Altri timori riguardano un'eventuale variante. «Montature - osservano dal palazzo - l'area non passa da produttiva a residenziale e i terreni quindi non possono valere di più di quanto valgono ora e del prezzo a cui sono stati comprati». La convenzione di cui si parla nell'atto del 2008, in effetti, risale all'8 ottobre del 2007 e cosa strana, non fu registrata in Comune, ma davanti al notaio Romoli di San Giuliano. C'erano il dirigente della direzione urbanistica del palazzo, Berti, che intervenne, si specifica, «non in proprio, ma in qualità del suo incarico in Comune», con Ciappi, in rappresentanza della Sviluppo Navicelli, Genovesi, la Conglomerati Srl di Porcari, e il curatore fallimentare di un'altra società, all'epoca proprietari delle aree. Al paragrafo 4 si precisava che «il Comune procederà a cedere gratuitamente alla Svilippo Navicelli il sedime della ex via della Mezzanina». Ma l'atto del 2008 bloccò la cessione gratuita e invertì la direzione di marcia dell'iter, seguito da quello del 2009, più volte citato sulla stampa in questi giorni e in cui si parla di «errore materiale».
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