Il Tirreno

Pisa

Caserme, in pressing sul ministro

Francesco Loi
A fianco l’ingresso dell’ex distretto militare “Curtatone e Montanara” nel centrale quartiere San Martino; a destra la caserma “Bechi Luserna” che si trova sulla strada Aurelia
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A fianco l’ingresso dell’ex distretto militare “Curtatone e Montanara” nel centrale quartiere San Martino; a destra la caserma “Bechi Luserna” che si trova sulla strada Aurelia

Lettera del sindaco alla Difesa: «Questo ritardo non ha giustificazioni»

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 PISA. Gregorio De Paola, ammiraglio e nuovo ministro della Difesa nel governo Monti. Un cambio al vertice che racchiude la speranza di Pisa di riaprire il negoziato del progetto-caserme. Il lungo filo della trattativa si è ingarbugliato da tempo. Serve una svolta, altrimenti su tante prospettive di sviluppo della città, già messe in cantiere, dovrà esserci un brusco ripensamento.  Il Comune ha deciso di andare in pressing. Aveva cominciato Marco Filippeschi mettendo il progetto al primo posto del dossier inviato a Monti sotto il titolo "Vertenze". Ora il sindaco insiste: lunedì ha preso carta e penna, scrivendo direttamente al ministro De Paola. Una ventina di righe per chiedere un incontro apposito, visto che «questo ritardo nell'attuazione delle vecchie intese non ha giustificazione».  Il progetto caserme è, in sostanza, una maxi-permuta praticamente a zero euro: la costruzione della nuova caserma militare ad Ospedaletto in cambio della cessione delle tre caserme cittadine: Curtatone e Montanara (l'ex distretto), Artale (a fianco del Santa Chiara) e Bechi Luserna (sull'Aurelia).  Ma perchè la maxi-permuta è così importante per Pisa? Il punto di forza è una delle tre caserme: la Bechi Luserna. A due passi dalla Cittadella, dove dovrà sorgere il museo delle antiche navi, è da anni lo spazio dove è prevista la costruzione del nuovo terminal turistico.  «E' da lì infatti che dovrebbe arrivare il grande flusso dei turisti dei pullman diretto alla Torre, cioè più vicino al centro cittadino e al sistema museale dei lungarni: un modo per modificare almeno in parte il problema del turismo "mordi e fuggi"», spiega l'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri.  Comune, ministero della Difesa e Agenzia del demanio avevano sottoscritto un'intesa nel 2007. La strada sembrava in discesa. «Si erano fatti avanti grandi gruppi nazionali e anche banche», ammette Cerri. Tutti soggetti evidentemente attratti dalle varianti urbanistiche che prevedono la possibilità di costruire (residenziale e commerciale, tra l'altro) in aree del centro città.  Poi però sono intervenuti ostacoli in serie. La crisi economica, anzitutto. Da considerare che la costruzione della nuova caserma ad Ospedaletto, nei pressi della zona Expo, ha un costo stimato di 77 milioni di euro. «Dentro una congiuntura difficile - dice Cerri - l'operazione di permuta avrebbe costretto il soggetto o gruppo vincitore del bando ad un'anticipazione finanziaria notevole».  Così, con il ministero era stato riaperto un tavolo per alleggire questo tipo di oneri, prevedendo anche agevolazioni di tipo fiscale. La proposta è stata: suddividere in lotti la costruzione della nuova caserma, anticipando alla fine di ciascun lotto il passaggio di proprietà di una caserma, anzichè tutte ad operazione conclusa.  Anche la presidenza del consiglio (Berlusconi) si era seduta al tavolo, collaborando. Dall'Agenzia delle Entrate, nei mesi scorsi, è però arrivata una risposta negativa sul piano fiscale. E il ministero non si è più pronunciato.  Al tempo stesso sono cambiati gli interlocutori al vertice della Difesa. E il vento, o almeno le voci, hanno modificato la direzione. Si è parlato di nuovi investimenti, anche se per prefabbricati di abitazioni per militari, alla Bechi Luserna; e dell'idea di "far cassa" con distretto e Artale.  Il Comune, che per portare avanti la progettazione ha speso circa 1,5 milioni di euro, ha già detto di essere pronto ad un contenzioso. In più ha dalla sua le varianti urbanistiche del 2008: quelle destinazioni d'uso appetibili (residenziale, commerciale) sono legate strettamente all'ipotesi della permuta. «Equilibri e convenienze dell'operazione - dice Cerri - devono essere sempre rispettate».

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