Il Tirreno

Pisa

In rete tutte le informazioni sull'acqua

Gianluca Campanella
Un momento della presentazione del progetto Wiz
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Un momento della presentazione del progetto Wiz

Il progetto riguarda falde e risorse idriche di dieci comuni

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 PISA. Per un pisano che volesse andare a vivere a Fucecchio sarebbe interessante decidere avendo online le informazioni aggiornate su fabbisogni e disponibilità idriche di quella zona e le stime future in base agli scenari climatici. Per un Comune che deve pianificare lavori e investimenti, sarebbe ancora più utile. Presto tutto ciò sarà possibile grazie a Wiz.  Wiz è un progetto sperimentale, presentato ieri a palazzo Gambacorti, che metterà in rete tutte queste informazioni. È destinato a diventare un protocollo utilizzato in tutta Europa. Infatti, per metà è finanziato con i fondi del programma Life+, della Commissione europea.  Beneficiario dei quasi 2 milioni di euro è Acque spa, il gestore idrico di 57 comuni toscani, che coordinerà la sperimentazione tra Autorità di Bacino del fiume Arno (in collaborazione con Ingegnerie toscane) e Istituto tecnologico della Galizia (Spagna). Roberto Cecchini, responsabile sviluppo di Acque, specifica che «siamo noi ad aver intercettato i finanziamenti europei e non l'Ue ad averci cercato».  Pisa si dimostra formidabile intercettore di fondi, anche se in questo caso il progetto pilota prevede la cooperazione di altri nove Comuni: Altopascio, Bientina, Buggiano, Fucecchio, Monsummano, Montespertoli, Montopoli, Ponsacco e Vicopisano. Dopo la sperimentazione, l'obiettivo sarà estendere il modello agli altri 47 comuni di Acque, spiega Oberdan Cei, il capoprogetto del partner Ingegnerie toscane. E ancora più in là, Isabella Bonamini dell'Autorità di Bacino prevede la condivisione di tutti i territori toccati dall'Arno.  Il risultato visibile di Wiz sarà una piattaforma web dimostrativa con l'elaborazione di tutti i dati, ma l'ambizione è quella di arrivare a un cambiamento culturale nella pianificazione urbanistica. Oggi si costruisce senza tenere conto che ogni edificazione comporta un cambiamento climatico; e si finisce per intervenire a posteriori su un bacino idrico in sofferenza o quasi compromesso.  Il futuro è uno sviluppo territoriale che già al momento del progetto, utilizza strumenti capaci di prevedere quanto l'urbanizzazione inciderà sulle risorse idriche.  L'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, nell'occasione fa il punto sulla rete pisana: 400 chilometri di tubature con perdite al 27% (in Italia la media è sopra il 40); età di parecchi decenni.

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