Il lutto
I lavoratori della Misericordia chiedono un incontro all'arcivescovo
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PISA. L'assemblea dei lavoratori della Misericordia di Pisa ha dato mandato ai sindacati di chiedere al più presto un incontro all'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto per capire quale futuro attende la confraternita, travolta da una grave crisi finanziaria che l'ha portata a un passo dal commissariamento. I debiti accumulati in pochi anni sfiorano gli 8 milioni di euro e nelle ultime settimane Governatore, vicegovernatori e altri membri del Magistrato (una sorta di consiglio di amministrazione) si sono dimessi e anche il collegio dei probiviri ha recentemente rassegnato le dimissioni investendo direttamente della questione la Curia pisana che ora dovrà scegliere il commissario chiamato a prendere in mano la gestione.
La riunione con i sindacati si è svolta ieri sera in un clima piuttosto teso, presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e anche dei Cobas, e ha analizzato il momento difficile che stanno attraversando anche i dipendenti: in questa fase di 'vuoto governativo' della Misericordia non sanno neppure chi firmerà gli assegni per il pagamento di stipendi e tredicesime. «Quello che più conta adesso - ha spiegato Michele Orsi della Cgil - è capire cosa ci aspetta per il futuro e non cercare le responsabilità di chi ha prodotto questa situazione, anche se è del tutto evidente che il 'buco' milionario è frutta di una pessima gestione corrente. Speriamo che l'arcivescovo ci riceva al più presto e faccia chiarezza».
Intanto, la cooperativa La Fratellanza, che conta circa 10 dipendenti che svolgono attività di assistenza domiciliare per conto della Misericordia, non ha approvato il bilancio e si avvia alla chiusura, mentre i lavoratori non ricevono lo stipendio da 4 mesi. I sindacati chiederanno anche un incontro alle istituzioni locali per chiedere il loro sostegno nell'operazione di salvataggio dei servizi garantiti dalla Confraternita e dei livelli occupazionali.
La riunione con i sindacati si è svolta ieri sera in un clima piuttosto teso, presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e anche dei Cobas, e ha analizzato il momento difficile che stanno attraversando anche i dipendenti: in questa fase di 'vuoto governativo' della Misericordia non sanno neppure chi firmerà gli assegni per il pagamento di stipendi e tredicesime. «Quello che più conta adesso - ha spiegato Michele Orsi della Cgil - è capire cosa ci aspetta per il futuro e non cercare le responsabilità di chi ha prodotto questa situazione, anche se è del tutto evidente che il 'buco' milionario è frutta di una pessima gestione corrente. Speriamo che l'arcivescovo ci riceva al più presto e faccia chiarezza».
Intanto, la cooperativa La Fratellanza, che conta circa 10 dipendenti che svolgono attività di assistenza domiciliare per conto della Misericordia, non ha approvato il bilancio e si avvia alla chiusura, mentre i lavoratori non ricevono lo stipendio da 4 mesi. I sindacati chiederanno anche un incontro alle istituzioni locali per chiedere il loro sostegno nell'operazione di salvataggio dei servizi garantiti dalla Confraternita e dei livelli occupazionali.
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